Vaccini, la luce in fondo al tunnel: Londra senza morti da 48 ore

I medici londinesi parlano di risultato "fantastico" notando la parallela riduzione dei ricoveri, con non più di una media di "1 o 2 morti ogni due giorni" nelle terapie intensive.

Zero morti conteggiati per Covid lunedì a Londra, come non succedeva da sei mesi: lo confermano i dati disaggregati diffusi da Public Health England ripresi dai media del Regno, dopo che le cifre nazionali diffuse domenica su un totale di decessi giornalieri ridotto a 19 in tutto il Regno Unito.

L’indicazione – segnala l’Ansa – si giova del ritardo statistico su parte dei dati del weekend, ma comunque conferma una tendenza al calo delle vittime ai minimi da inizio pandemia. I medici londinesi parlano di risultato “fantastico” notando la parallela riduzione dei ricoveri, con non più di una media di “1 o 2 morti ogni due giorni” nelle terapie intensive.

Gran Bretagna vaccinata: i numeri

Ad oggi sono 30 milioni i britannici che hanno ricevuto una prima dose di vaccino anti-Covid in tre mesi di campagna vaccinale. Numeri record in Europa. Secondo gli ultimi dati aggiornati, sono 30,151 milioni ad aver ricevuto la loro prima dose tra l’8 dicembre e il 27 marzo, circa il 57 per cento di tutti gli adulti. Altre 3 milioni e mezzo di persone hanno avuto una seconda dose, il che vuol dire che in tre mesi sono state somministrate 33,678 milioni di dosi in tutto.

Il piano vaccinale britannico

Nella corsa alla campagna vaccinale, Londra ha beneficiato di un vantaggio dovuto al fatto di poter disporre di più vaccini rispetto all’Europa. Sia per stipulato contratti migliori con le multinazionali farmaceutiche rispetto a quanto fatto dalla Commissione Ue, sia soprattutto perché ha in casa – ed ha provveduto a finanziarne studio e produzionee – il vaccino Ozford-AstraZeneca, con relativa disponibilità necessaria.

Rischio trasmissione ridotto nei vaccinati

I numeri britannici confermano ciò che nel mondo scientifico si sta osservando con attenzione in queste settimane, e cioè che il rischio trasmissione del virus è parecchio ridotto nei soggetti vaccinati.

“Ora ci sono anche le prime indicazioni positive che il rischio di trasmissione del virus sembra essere ridotto nei vaccinati” sottolinea Andrea Ammon, direttore dell’Ecdc, il Centro europeo per il controllo della malattie. “Sebbene l’effetto delle varianti debba essere attentamente monitorato – aggiunge -, ci aspettiamo che il numero totale di infezioni diminuirà in modo significativo con l’aumentare della copertura vaccinale”.

Punti chiave

Dal report dell’Ecdc emergono alcuni punti chiave. “La prova dell’impatto della vaccinazione sul rischio di trasmissione è disponibile da un solo studio, che suggerisce che la vaccinazione di un componente della famiglia riduce il rischio di infezione negli altri di almeno il 30%”. Ma è stato “dimostrato che la vaccinazione riduce significativamente l’infezione sintomatica o asintomatica negli individui vaccinati, sebbene l’efficacia vari in base al prodotto vaccinale e al gruppo target”. Vi sono anche “alcune prove di una minore carica virale e di una minore durata della diffusione negli individui vaccinati, il che potrebbe tradursi in una trasmissione ridotta” di Covid-19. Molti degli studi sull’efficacia del vaccino, rileva però l’Ecdc, “sono stati condotti prima dell’emergere delle varianti di Sars-Cov-2 che preoccupano e vi sono alcune prove che l’efficacia del vaccino potrebbe essere ridotta per alcune delle varianti”.

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