Vaccini, caos Regioni su seconda dose

Arriva, intanto, l'ok dell'Aifa al mix per under 60

Dopo lo sprint dei mesi scorsi, rischia di rallentare la campagna vaccinale in Italia, in scia alla “bomba” esplosa dopo il caso AstraZeneca con le Regioni che, almeno per il momento, vanno in ordine sparso.

Nella giornata di ieri, è arrivato il semaforo verde dell’Aifa al mix di vaccini (prima dose AstraZeneca, seconda Pfizer o Moderna) per i soggetti under 60.

Sulla base di studi clinici pubblicati nelle ultime settimane – chiarisce una nota – la Commissione tecnico scientifica dell’AIFA ha ritenuto, a fronte di un rilevante potenziamento della risposta anticorpale e un buon profilo di reattogenicità, di approvare il mix vaccinale (prima dose con Vaxzevria e seconda dose con Comirnaty o, per analogia, con il vaccino Moderna)”.

SECONDA DOSE, CAOS REGIONI

Intanto, il primo che imbocca la strada dell’autonomia è il  governatore della Campania, Vincenzo de Luca, che dice no al mix di vaccini.   “La Regione Campania ritiene necessario fare scelte chiare – spiega – Da oggi, non somministreremo più dosi di vaccino a vettori virali, a nessuna fascia di età. Proseguono Pfizer e Moderna. Chi ha fatto la prima dose di Astrazeneca sopra i 60 anni, può completare il ciclo con Astrazeneca. Per i soggetti sotto i 60 anni (tranne che per chi è alla 12ma settimana) non si somministrano vaccini diversi dalla prima dose, sulla base di preoccupazioni scientifiche che invieremo al Governo. Sollecitiamo risposte senza le quali manterremo la linea di rifiuto del mix vaccinale”.

LINEA DURA DEL GOVERNO

Linea dura del Ministro della Salute Roberto Speranza e del Presidente del Consiglio Mario Draghi che ribadiscono che bisogna attenersi a quanto stabilito dall’esecutivo. “Le nostre indicazioni – tuona Speranza – sono perentorie e devono essere seguite. Non è un dibattito politico, non è un presidente del consiglio, un ministro o un presidente di regione che decide: la comunità scientifica internazionale ha dato indicazioni su Astrazeneca che sono cambiate sulla base delle evidenze scientifiche e noi dobbiamo seguirle”.

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