USA, Impeachment Trump: processo al via. Cosa rischia il Tycoon?

The Donald, intanto, è sparito dai radar. Addio? Neanche per sogno. Secondo molti sta già preparando il ritorno

E’ decisamente lunga l’onda d’uscita dell’ormai ex Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che “vanta” (si fa per così) al suo attivo il secondo impeachment. Mai un Presidente ha dovuto subire la “gogna” per due volte. Ma il Tycoon, si sa, è storia a sè.

Intanto, ieri è iniziata la battaglia nell’Aula del Senato con l’accusa che porta a casa una prima vittoria: la maggioranza dei senatori ha votato per la costituzionalità del processo, respingendo così la tesi secondo cui il Congresso non può decidere la condanna o meno di un ex presidente. Nel frattempo, arriva il monito dei legali del tycoon, che bollano l’impeachment come un’operazione politica, evocando un passo indietro per evitare di “distruggere il Paese”. 

Ad avvio seduta sono state mostrate le immagini crude dell’assalto al Congresso del 6 gennaio, montate dall’accusa e legate alle parole dell’ex presidente che nello stesso giorno nel corso di un comizio incitava la folla dei sostenitori a marciare sul Campidoglio. The Donald, però, sarebbe tutt’altro che preoccupato.

Al momento, i numeri sono dalla sua e il rischio di una condanna per l’ex presidente è una ipotesi che non viene presa in considerazione: almeno 17 senatori repubblicani dovrebbero, infatti, schierarsi con i 50 senatori democratici. Il Tycoon, su suggerimento della figlia Ivanka e del genero Jared Kushner, avrebbe infatti deciso di tenere un profilo più basso. E, in effetti, dopo aver ceduto le chiavi della Casa bianca al rivale Biden,  è sparito dai radar

Un addio? Neanche per sogno. Resa finale?  Scordatevelo.  I bene informati sono pronti a giurare che questo silenzio altro non è che la calma che precede una nuova tempesta.  Una volta essere uscito vittorioso dal procedimento che finirà in un nulla di fatto, Trump mostrerà il pugno di ferro, forte del successo, pronto ad assumere il controllo del partito per aprire una nuova stagione che potrebbe portarlo a correre per le presidenziali del 2024. Ovviamente, dopo essersi “liberato” politicamente dei senatori repubblicani che a fine gennaio avevano votato a favore dell’impeachment.

Il neo Presidente Biden, intanto, non ha perso tempo e sembra proprio che anche sotto la sua presidenza la sfida con la Cina non sarà meno dura. Per non parlare del dossier Iran, altrettanto spinoso. 

 

 

 

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