Usa, dal Covid al caso Floyd: per Trump rielezione a rischio

 Il Presidente Usa ancora una volta attizza l'incendio anzichè provare a spegnerlo: sarà la strategia giusta?

Prima della “rivoluzione” coronavirus, la vittoria di Trump alle prossime elezioni in programma a novembre era data per certa dalla maggioranza degli analisti. Non scontata, ovviamente. Ma per il Tycoon la riconferma alla Casa Bianca era un obiettivo più che alla portata.

Gli ingredienti, del resto, c’erano tutti: dalla sua, non solo l’economia statunitense in una fase particolarmente felice ma anche un tasso di disoccupazione ai minimi storici. Arrogante e decisamente poco riflessivo, noto per le sue sparate e gaffe, Trump che ha portato avanti un isolazionismo sfrontato, ai limiti del dispettoso, culminata nello slogan “America First”. 

Antipatico e contestato all’inizio, alla fine era quasi riuscito a convincere che la ricetta giusta fosse davvero la sua. Quasi. Perchè a rovinargli la festa potrebbe averci pensato la pandemia che ha portato alla luce tutti i limiti di quello che è ormai noto come “trumpismo”. Dopo aver decisamente preso alla leggera l’emergenza, con la spavalderia che lo caratterizza, attaccando a più riprese l’OMS col quale ha “rotto” nelle scorse ore, si trova a guidare un Paese con oltre 100 mila vittime e quasi 2 milioni di contagi.

Nonostante continui a ribadire che l’America ripartirà più forte di prima, il prezzo pagato in termini di vite umane è altissimo. Basti pensare che  uno studio della Columbia University ha stimato che con un lockdown anticipato anche solo di una settimana, Trump avrebbe potuto salvare 36mila vite.  

Ma non è la sola variabile impazzita.E’ una vera e propria bomba esplosa ormai da giorni il “caso Floyd”, l’afroamericano morto soffocato a Minneapolis dopo essere stato immobilizzato a terra con un ginocchio sul collo da un poliziotto. Una vicenda che sta provocando proteste in tutte il Paese e una scia di violenza che va avanti ormai da giorni.  Il Presidente Usa ancora una volta ha attizzato l’incendio anzichè provare a spegnerlo puntando il dito contro gli eccessi della piazza e dicendosi pronto addirittura a schierare l’esercito.  Ieri, intanto, il capo del Pentagono Mark Esper ha preso le distanze, dicendosi contrario ad usare l’Insurection Act, cui Donald Trump ha minacciato di ricorrere per fermare le proteste contro la morte di Floyd.

In sottofondo, sempre più tesi i rapporti con la Cina, tanto che si è parlato di una nuova  “guerra fredda” che  prova a farsi largo anche grazie all’emergenza sanitaria ormai alle spalle. Mentre in Usa la pandemia miete ancora migliaia di vittime anche, secondo molti, per colpa di Trump che non ha saputo mettere in campo la giusta strategia. L’avversario Biden, al momento è favorito nei sondaggi ma non è da escludere che Trump finirà per essere battuto proprio dal “nemico invisibile” che lui stesso aveva sottovalutato.

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