Usa, caos aborto: Corte Suprema pronta a cancellarlo

Cinque giudici voterebbero per rovesciare la storica sentenza 'Roe vs Wade' del 1973. Biden: "Se accade a novembre eleggete candidati che difendono diritto di scelta".

La Corte Suprema americana sarebbe orientata a ribaltare la storica sentenza, ‘Roe vs Wade’ con cui nel 1973 la stessa Corte riconobbe il diritto costituzionale all’aborto negli Stati Uniti. E’ quanto rivela ‘Politico’, citando una bozza di parere della maggioranza redatta dal giudice Samuel Alito fatta circolare all’inizio di febbraio. Un documento non definitivo, perché il parere conclusivo non è stato ancora pronunciato e potrebbe non arrivare prima di giugno.

La bozza della sentenza afferma che la decisione sull’aborto non spetta al governo federale ma ai singoli Stati, e di fatto è un via libera ai tanti Stati a guida repubblicana che stanno varando legislazioni draconiane in materia.

Anticipazioni

Stando alle anticipazioni – che la Cnn definisce “una straordinaria violazione della riservatezza e della segretezza della Corte Suprema” – cinque giudici voterebbero per rovesciare la sentenza. Il presidente della Corte Suprema John Roberts non vorrebbe ribaltare completamente ‘Roe vs Wade’, il che implica che avrebbe dissentito da parte della bozza di parere di Alito – secondo fonti citate dalla Cnn – probabilmente con i tre liberali della corte. Ne deriva, continua la stessa fonte, che i cinque giudici conservatori che costituirebbero la maggioranza favorevole ad un ribaltamento del provvedimento sono Alito e i giudici Clarence Thomas, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett.

Il caso Mississippi

Roberts sarebbe tuttavia disposto a sostenere la legge del Mississippi sul divieto di abortire dopo 15 settimane, ha appreso la Cnn. Secondo la legge attuale, il governo non può interferire con la scelta di una donna di interrompere una gravidanza prima di circa 23 settimane. Il caso attualmente in esame, Dobbs v. Jackson, riguarda una contestazione alla legge del Mississippi e le argomentazioni orali sono state ascoltate il 1° dicembre. Il rilascio di un parere finale sul caso è previsto entro questa primavera o all’inizio dell’estate.

Nella bozza di parere, Alito scrive che ‘Roe’ “deve essere annullata”. “La Costituzione non fa alcun riferimento all’aborto e nessun diritto del genere è implicitamente protetto da alcuna disposizione costituzionale”, afferma. Roe “è stata fin dall’inizio estremamente sbagliata”, basata su un ragionamento “eccezionalmente debole” con “conseguenze dannose”. “E’ tempo di dare ascolto alla Costituzione e restituire la questione dell’aborto ai rappresentanti del popolo”, scrive ancora. “Questo è ciò che richiedono la Costituzione e lo stato di diritto”.

L’attacco di Biden

Immediata la reazione del presidente Usa: “Se la Corte Suprema veramente ribalterà la ‘Roe vs Wade’ – si legge in una dichiarazione di Joe Biden, diffusa dalla Casa Bianca – ricadrà sui rappresentanti eletti a tutti i livelli il compito di proteggere il diritto delle donne a scegliere e sugli elettori il compito di eleggere candidati pro choice a novembre. Noi non sappiamo se questa bozza sia vera o se rifletta la decisione della Corte”, avvisa in apertura della sua dichiarazione Biden che però vuole ribadire come la sua amministrazione abbia “argomentato con forza di fronte alla Corte in difesa della Roe vs Wade”. Ed indica appunto che, nel caso in cui veramente si arriverà al suo ribaltamento, sarà quanto mai necessario a novembre eleggere a livello statale e federale candidati pro choice.

“A livello federale abbiamo bisogno di senatori pro choice ed una maggioranza pro choice alla Camera per approvare una legge che codifiche la Roe, che io mi impegnerò a far approvare e firmare”, conclude riferendosi alla necessità di approvare una legge federale che tuteli il diritto all’aborto.

Biden torna sulla questione con i giornalisti che lo accompagnano nel viaggio in Alabama. Se verrà confermata nella decisione finale della Corte Suprema sulla Roe vs Wade l’impostazione “estremista” della bozza che è trapelata, non solo l’aborto ma “un’intera serie di diritti” saranno a rischio, con un chiaro riferimento ai matrimoni gay, dice il presidente americano esprimendo la sua “preoccupazione” di fronte a quanto è trapelato della decisione della maggioranza conservatrice della Corte.

“L’idea che mi preoccupa molto è che dopo 50 anni si vuole decidere che una donna non ha il diritto di scegliere – spiega Biden – ma ancora di più è l’argomento usato, che significherebbe che ogni decisione presa sulla base dell’idea della privacy sarebbe messa in discussione”.

“Se la decisione sarà mantenuta, sarà una decisione veramente estremista”, aggiunge parlando di “fondamentale spostamento della giurisprudenza americana” che investirebbe tutte “le decisioni relative alla vita privata, chi vuoi sposare, se vuoi procreare, se vuoi avere un aborto”.

Fuga di notizie

La Corte Suprema conferma l’autenticità della bozza mentre il suo presidente, John Roberts, definisce la sua pubblicazione “una singolare e clamorosa violazione della fiducia che costituisce un affronto a questa Corte e alla comunità di servitori dello Stato che vi lavorano”. Roberts ha detto inoltre di aver ordinato un’inchiesta sulla fuga di notizia.

Riguardo alla bozza pubblicata, la Corte precisa che “i giudici regolarmente fanno circolare bozze di sentenze internamente, come parte essenziale del processo decisionale confidenziale della Corte”. “Nonostante il documento pubblicato ieri sia autentico – conclude – questo non rappresenta una decisione della Corte o la posizione finale di nessuno dei suoi membri sulla questione”.

Centinaia le donne e le attiviste dei movimenti pro choice che hanno protestato nella notte di fronte alla Corte Suprema. “L’aborto è assistenza sanitaria”, “Il mio corpo, la mia scelta”, alcuni degli slogan che si leggevano sui cartelli la scorsa notte a Washington, mentre davanti all’edificio che ospita la Corte Suprema si sono radunati anche gruppi pro life che invece hanno scandito slogan per l’abolizione del diritto di aborto.

Le reazioni

Immediata la reazione di Planned Parenthood, che organizza e finanzia consultori dove si praticano le interruzioni di gravidanza in tutto il Paese parla di decisione “devastante, che arriva proprio mentre i gruppi anti aborto annunciano il loro piano finale per vietare l’aborto a livello nazionale”. L’associazione, continua la presidente Alexis McGill Johnson, intende “lottare: i centri di Planned Parenthood rimangono aperti, l’aborto attualmente è ancora legale e continueremo a lottare per proteggere il diritto ad interruzioni di gravidanza legali e sicure”.

Intanto il governatore dell’Oklahoma, il repubblicano Kevin Stitt, ha firmato una legge che vieta l’aborto dopo la sesta settimana. Una legge tra le più restrittive degli Usa insieme a quella del Texas. Lo riferiscono i media locali. Il testo, che entra in vigore con effetto immediato, consente l’aborto anche in caso di rischi per la vita della gestante ma non fa eccezioni in caso di incesto o stupro.

In collaborazione con Adnkronos