Un pasticcio che farà colare a picco la RAI. Abolire il canone è l’unica soluzione

Altroconsumo lancia una petizione per abolire definitivamente il canone tv

altroconsumo_fonte_100Con un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate viene spostato al 16 maggio 2016 il termine unico entro cui presentare la dichiarazione di non detenzione di TV sia in forma cartacea che online. Intanto il Ministero dello Sviluppo Economico chiarisce che solo i proprietari di apparecchi televisivi dovranno pagarlo escludendo i possessori di computer, smartphone e tablet.

Le linee guida del Piano Industriale Rai che sono filtrate negli scorsi giorni vanno soltanto in parte nella direzione che Altroconsumo ha indicato. La riduzione dei canali, la ricerca di maggior efficienza, una visione più moderna e la valorizzazione del digitale sono sicuramente punti imprescindibili ma sembrano essere soltanto dei palliativi rispetto a una vera riforma che preveda anche di prendere in considerazione una privatizzazione di parti importanti dell’azienda.

“Sembra di assistere a una corsa contro il tempo in stile Armata Brancaleone” – afferma Marco Pierani, Responsabile Affari Istituzionali di Altroconsumo. “Il buco di bilancio di 30 milioni di Euro preannunciato inesorabilmente diventerà una voragine, anche considerando che il canone in bolletta è incostituzionale e che, come si è visto in questi giorni dalla bocciatura del Consiglio di Stato, non si sa tecnicamente come gestirlo.

Un grosso pasticcio che, invece di portare una boccata d’ossigeno alle casse della Rai, rischierà di farla colare definitivamente a picco.”

La nostra proposta per una riforma seria

Al Presidente del Consiglio avevamo chiesto di mostrare più coraggio nella riforma della Rai. Le misure definitivamente approvate non sono invece sufficienti per porre rimedio alla situazione. La riforma della Rai infatti, oltre a non raccogliere alcuna delle nostre proposte per rendere più moderno e meno lottizzato dalla politica il servizio pubblico televisivo, non apre alcuno spazio ulteriore a una adeguata rispondenza alle esigenze dei cittadini, che sono quelli che lo finanziano per buona parte e anzi accentra sul governo il controllo del consiglio di amministrazione Rai. Continuiamo quindi a sostenere il pacchetto di riforme strutturali serio e sostenibile che avevamo proposto, attraverso i seguenti interventi:

  1. Abolizione del canone
    Che significherebbe restituire oltre 100 euro ogni anno alle famiglie italiane ed eliminare la pressione della politica che opprime il servizio pubblico radiotelevisivo.
  2. Mantenimento di un solo canale pubblico
    Come esito delle riforme, dovrà rimanere un solo canale di servizio pubblico che, indipendente e senza pubblicità, sarà chiamato a dare informazioni di qualità.
  3. Privatizzazione degli altri canali Rai
    Questo consentirà allo Stato anche di fare cassa.
  4. Possibilità di fissare obblighi di servizio pubblico a carico delle altre reti private
    Lo Stato mette infatti a disposizione degli operatori privati le frequenze, permettendo loro di guadagnare attraverso la pubblicità e la pay tv e, a fronte di questo, a tali operatori potrebbe essere chiesto il rispetto di alcuni obblighi di servizio pubblico.
  5. Abolizione della Commissione parlamentare di vigilanza
    La Commissione di vigilanza Rai non avrebbe più alcun significato e andrebbe pertanto abolita. Questo contribuirebbe a eliminare la pressione della politica sull’informazione televisiva.
  6. Potenziamento dell’Antitrust e riforma dell’Agcom
    Per evitare che la privatizzazione non abbia effetti negativi sulla pluralità dell’informazione occorre potenziare l’operatività dell’Antitrust in questo settore, a garanzia di una corretta ed efficiente concorrenza che produca benefici per i consumatori.

Questa riforma del canone Rai non va bene: lo diciamo noi da sempre, ora lo dicono anche i giudici del Consiglio di Stato. Come abbiamo spiegato nel nostro comunicato stampa, le linee guida del piano industriale Rai che sono trapelate negli scorsi giorni vanno soltanto in parte nella direzione che avevamo indicato. Come ci chiedono gli oltre 100.000 aderenti alla nostra petizione, il canone Rai deve essere abolito. Noi continuiamo a raccogliere le adesioni, firma anche tu la petizione.
(a cura di: Altroconsumo)

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