Ue a lavoro per salvare l’economia: cosa faranno Italia, Francia e Germania

Coronavirus, leader Ue divisi su come limitare i danni economici causati dalla pandemia

Dopo che l’Italia aveva scongiurato l’avvio di una possibile procedura di infrazione da parte della Commissione Europea, i rapporti con Bruxelles sembravano essersi distesi.

L’emergenza Coronavirus e il successivo scoppio della pandemia, però, sta di nuovo dividendo i leader Ue che, ancora prima di lavorare – insieme – a delle soluzioni in grado di salvare l’economia, devono riuscire a trovare un accordo comune.

Coronavirus, il piano dell’Italia per salvare l’economia

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ha descritto la pandemia come “un grande shock” per le economie europee, ed ha promesso di stanziare ben 37 miliardi di euro per gestire l’emergenza. Un ruolo importante, però, giocano oggi i Ministri delle Finanze dei Paesi Membri dell’Ue, chiamati ad individuare insieme al Governo centrale e agli altri leader europei delle soluzioni valide ed efficienti che scongiurino il crollo finanziario.

Per l’Italia, che ad oggi è il Paese più colpito dell’Eurozona, le sfide da vincere sono tante. Non è la prima volta che lo Stato attraversa un momento di crisi ma, proprio perché viene da un periodo non del tutto roseo, le sue finanze sono indebolite e, quindi, fragili. Gli esperti, a tal proposito, hanno stimato un crollo del 3,1% della produzione economica italiana nel 2020, che potrebbe arrivare al 6,5% in uno scenario peggiore.

A preoccupare è anche la situazione delle banche italiane, cui fallimento – a causa di una sospensione dei mutui – potrebbe scatenare una reazione a catena che finirebbe col coinvolgere il resto del mondo.

Il Governo, tuttavia, ha annunciato lo stanziamento di ben 25 miliardi di euro per proteggere l’economia italiana dal fallout, ma ha anche criticato gli altri Stati Europei per la collaborazione che è venuta a mancare quando ancora non era stata dichiarata la pandemia (e l’epidemia sembrava essere solo un problema dell’Italia e dei Paesi Asiatici).

Il piano della Germania per rispondere all’emergenza Coronavirus: critiche alla Francia

La Francia, che è oggi il secondo Paese europeo più colpito dalla pandemia, ha fatto sapere di essere molto preoccupata dalle gravi conseguenze economiche causati dalla pandemia. Lo Stato, che ha già dovuto arginare i danni della produzione interrotta a causa degli scioperi del 2019, adesso si ritroverebbe a gestire un’altra emergenza finanziaria.

Dopo la chiusura delle attività anche nello Stato francese, ogni intervento del Governo dovrà tenere conto di questa situazione. Sui fondi da destinare alle misure di contenimento niente è ancora stato detto, per questo motivo – per non aver fatto ancora abbastanza – Macron è stato fortemente criticato (specie dalla cancelliera tedesca Angela Merkel).

La Germania, dal canto suo, ha fatto sapere di starsi muovendo per mettere a disposizione delle imprese un fondo da 550 miliardi di euro. Il virus non ha colpito lo Stato tedesco così come in Italia o in Francia, ma la sua economia – a causa del crollo delle esportazioni – ha dovuto fare i conti con un rallentamento improvviso e imprevisto. Un sondaggio effettuato dall’Istituto Ifo la scorsa settimana ha rivelato che il 56% delle aziende tedesche ha dovuto fare i conti con un crollo della domanda pari al 40%, mentre il 52% dei produttori sta avendo difficoltà nel piazzare sul mercato i propri prodotti a causa del crollo dell’offerta.

Da Bruxelles, comunque, tra i leader che spingono per adottare politiche di stimolo fiscale e per utilizzare la flessibilità nelle norme di bilancio UE, il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, in una nota ha fatto sapere che “nelle circostanze attuali” non è ancora il momento di parlare di interventi fiscali, poiché per ora quello che conta è piuttosto rispondere alla crisi.

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