Ucraina, spese militari: Conte sfida Draghi, Governo a rischio?

Sul tema i Cinquestelle potrebbero contare sull'appoggio della Lega pronta a fare muro ma il Presidente del Consiglio tira dritta e, da Bruxelles, conferma l'impegno preso con la NATO

Non sembra esserci pace per il larghissimo esecutivo guidato da Mario Draghi che dalla sua nascita ad oggi ha più volte rischiato di spaccarsi su questo o quell’altro tema.

Spese militari, Conte sfida Draghi

Alla fine, il Presidente del Consiglio è sempre riuscito a metterci una pezza, facendo leva sulle sue note capacità di mediazione, ma il rischio rottura è sempre dietro l’angolo.

Stavolta il possibile campo minato arriva dal sostegno militare all’Ucraina: sembra infatti che Draghi non abbia nessuna intenzione di fare passi indietro sull ‘aumento delle spese militari tanto che proprio ieri da Bruxelles ha confermato “l’impegno” preso con la Nato sulle maggiori risorse da investire nella difesa, pur sottolineando la necessità di cercare “assolutamente e disperatamente” la pace.

Governo a rischio?

Decisione questa che potrebbe spaccare il Governo: a minacciare lo strappo stavolta è Giuseppe Conte che potrebbe contare anche sull’assist della Lega.

“Non potremmo fare altro che votare contro, l’aumento delle spese militari non è una priorità, l’urgenza in questo momento riguarda famiglie e imprese, da proteggere dalla crisi”, ha detto a chiare lettere il leader pentastellato in un’intervista rilasciata a La Stampa. Cadrà il governo? La risposta è piuttosto sibillina ma sul campo restano tutte le opzioni, anche il più estremo degli scenari, quello cioè della rottura definitiva. “Ognuno farà le sue scelte”.

Assist della Lega, Pd stempera

A dire il vero, sulla questione, gli stessi pentastellati sono divisi al loro interno e si lavora per cercare – come sempre – la mediazione finale.

Parole però quelle dell’ex Presidente del Consiglio che hanno immediatamente fatto scattare l’allarme in casa degli alleati dem. “È chiaro che è una scelta delicata per tutti”, ha detto la capogruppo Pd Debora Serracchiani su Radio24, “ma è altrettanto delicato sapere che in questo momento non puoi permetterti di mettere in difficoltà un governo che sta affrontando dei passaggi delicatissimi”.

Tanto più che sul tema i Cinquestelle potrebbero contare sull’appoggio del Carroccio pronto a fare muro. “Quando sento parlare di armi non sono mai felice”, ha detto Matteo Salvini al termine dell’intervento di Zelensky a Montecitorio parlando della guerra in Ucraina.

Le parole del Santo Padre

Pesa anche l’irritazione del Santo Padre che nelle scorse ore intervenuto usando parole durissime: “Io mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si sono compromessi a spendere il 2 per cento del Pil per l’acquisto di armi come risposta a questo che sta accadendo. Pazzi”, il j’accuse del Papa Francesco.