Trump attacca la Cina: ha usato il Coronavirus contro il mondo

Per il presidente statunitense, il gigante asiatico avrebbe volutamente diffuso il virus in tutto il mondo

Mentre la conta dei malati continua a crescere inesorabilmente (negli Stati Uniti si registrano altri 30 mila casi giornalieri e quasi 800 morti), Donald Trump torna a dire la sua sull’origine del Nuovo Coronavirus. E, come accaduto anche in passato, si tratta di un vero e proprio attacco frontale alla Cina.

Il Paese asiatico, dove la pandemia ha avuto origine tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno dell’anno passato, avrebbe infatti diffuso volutamente il COVID-19. Insomma, la Cina non solo avrebbe volutamente creato il virus, ma lo avrebbe addirittura utilizzato a mo’ di arma contro i suoi cittadini (secondo le stime ufficiali, in Cina sono morte poco meno di 100 mila persone a causa della malattia), ma contro l’intero globo terrestre. Una tesi forte, quella sostenuta dal Presidente statunitense, che non mancherà di scatenare polemiche e reazioni diplomatiche tra le due superpotenze.

Trump: la Cina ha usato il virus

In un’intervista rilasciata al Wall Street Journal, Donald Trump sostiene non solo che la Cina abbia creato artificialmente il virus in laboratorio (una tesi più volte ripetuta dal Presidente degli Stati Uniti d’America), ma che lo abbia utilizzato anche a mo’ di arma, diffondendolo volontariamente in tutto il mondo.

L’obiettivo, sostiene il candidato dei Repubblicani alle prossime elezioni presidenziali di novembre, è piuttosto chiaro: destabilizzare l’economia globale. “E’ possibile che sia stato voluto”, si legge nell’intervista di Trump, ma non si può mai sapere. Nelle scorse settimane, il presidente statunitense aveva anche affermato che c’erano prove piuttosto evidenti dell’origine artificiale del nuovo Coronavirus, senza però mai renderle note.

La tesi di Pompeo

L’ultima uscita di Trump può essere considerata come una sorta di “passo in avanti” rispetto alle tesi sostenute da Mike Pompeo non più di qualche settimana fa. Il Segretario di Stato, nel corso di un’intervista TV, aveva sostenuto che il virus fosse stato creato in laboratorio, ma diffuso accidentalmente e non volutamente.

Le condizioni di sicurezza nei laboratori cinesi, ha sostenuto il capo degli esteri statunitensi, non sono paragonabili a quelle dei Paesi occidentali e il virus, creato artificialmente, è “scappato” a causa di un incidente. Una tesi, però, sconfessata più volte dalla comunità scientifica internazionale, secondo la quale ci sono evidenze inconfutabili sull’origine biologica del virus.

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