Trump, ascesa e declino: dal rischio impeachment allo “schiaffo” di Ivanka 

Se per l'uomo politico sono tempi decisamente duri non va meglio neanche a Donald "papà"

Un‘uscita di scena, quella dDonald Trump, decisamente rumorosa e clamorosa, ma anche drammatica dopo l’assalto dei suoi sostenitori a Capitol Hill, uno degli eventi più bui per la democrazia americana, che è costata la vita a 5 persone.

Personaggio amato quanto odiato, ha fatto del suo stile comunicativo – unico – la sua forza che spesso e volentieri è diventato un boomerang.

Competitivo, ambizioso, sempre pronto a raccogliere il guanto di sfida solo quando non sia stato lui a lanciarlo per primo, in questi anni ha spesso usato una comunicazione semplice, ripetitiva, e fatta di slogan, per questo spesso capace di smuovere le masse.

Senza il Covid, e la sua gestione per molti scellerata della pandemia, la sua riconferma alla Casa Bianca sarebbe stata poco più che una passeggiata.  Invece, ha dovuto, decisamente controvoglia, cedere le chiavi della Casa più potente del mondo, all’avversario Joe Biden, che lui aveva ironicamente ribattezzato nel corso della campagna elettorale, Sleepy Joe che, invece, con uno scatto di reni, è salito al potere in uno dei momenti più complessi della storia del suo Paese, diviso da questioni razziali ed emergenza sanitaria,

Trump sta per uscire di scena: ma sarà un addio o un arrivederci? Intanto, il Vicepresidente Mike Pence ha fatto sapere che non intende invocare il 25/o emendamento e strappare i poteri a Donald Trump. “Non è nell’interesse del Paese o in linea con la Costituzione”, così in una lettera indirizzata alla Speaker della Camera, Nancy Pelosi, arrivata mentre in aula era in corso il dibattito sulla risoluzione per chiedere proprio al vicepresidente di ricorrere al 25/o emendamento e rimuovere Trump.

Dibattito e voto sono comunque andati avanti: la risoluzione è stata approvata con 223 voti a favore e 205 contrari. Ma si tratta di un via libera puramente simbolico dopo lo schiaffo di Pence che, oltre a chiudere alla rimozione di Trump, ha esortato anche Pelosi e il Congresso a “evitare azioni che dividerebbero e infiammerebbero ulteriormente la passione del momento”.

Con il no secco del vicepresidente i democratici si preparano ora a procedere con l’impeachment, il secondo per Trump, sempre più isolato.

Intanto, proseguono i preparativi per la cerimonia di insediamento di Biden. I 15.000 agenti della Guardia Nazionale a Washington saranno in parte armati, e il Secret Service sta allestendo una maxi-operazione di sicurezza per blindare la città. Sullo sfondo, il timore è quello di nuove proteste violente.

LO SCHIAFFO DI IVANKA– E se per l’uomo politico sono tempi decisamente duri, non va meglio al Donald “papà”.  Ivanka Trump, la figlia-consigliera,  ha infatti manifestato la volontà partecipare alla cerimonia di insediamento del presidente eletto Joe Biden per salvare le sue aspirazioni politiche.  Un’ipotesi – riportano i media americani – che ha mandato su tutte le furie il padre: “E’ un insulto”, avrebbe tuonato il Presidente uscente. Alcune fonti riferiscono anche che che il Tycoon avrebbe detto alla figlia che una sua partecipazione alla cerimonia le costerebbe migliaia di voti e sarebbe la “peggiore decisione della sua vita”. 

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