Non solo Taiwan: alta tensione anche in Medio Oriente. Cosa succede

Monta l'eterna tensione fra Israele e Gaza. Lo Stato ebraico bombarda Gaza City, uccide un comandante della Jihad islamica nel nord della Striscia e richiama 25mila riservisti. E scatena la reazione dell'avversario

Ci sono situazioni e momenti storici in cui il mondo sembra andare a gambe all’aria e precipitare in una spirale di violenza fra nazioni senza apparente fine. Dopo la guerra in Ucraina e la crisi dello Stretto di Taiwan (la Cina si prepara a invadere l’isola? Dove e come può attaccare), con conseguente inasprimento delle relazioni fra Pechino e Washington, la tensione torna a salire anche nell’area mediorientale. L’esercito di Israele è tornato ad attaccare la Striscia di Gaza, colpendo anche edifici civili e provocando diverse vittime.

Raid aerei di Israele nella Striscia: cosa sta succedendo

Gli israeliani l’hanno chiamata “Breaking Dawn”, “spuntare dell’alba”, l’operazione scagliata contro gli obiettivi nella Striscia di Gaza. Gli attacchi aerei hanno preso di mira anche il centro di Gaza City, colpendo un appartamento della Burj Falastin (“Torre della Palestina”), un edificio adibito a uffici, provocando la morte di almeno 10 persone, tra cui anche una bambina di 5 anni, e decine di feriti. L’operazione militare nell’enclave palestinese, fa sapere lo Stato ebraico, è stata lanciata in risposta alle continue minacce dei giorni precedenti da parte del Movimento per il Jihad Islamico in Palestina, nota in Italia con la formula semplificata di “Jihad islamica”. I raid sono poi proseguiti nella notte, in quella che è senza dubbio la peggiore ondata di violenze da un anno a questa parte.

L’offensiva nella Striscia è cominciata proprio con l’uccisione di Tayasir Jabari, comandante del settore nord dell’organizzazione nascostosi nel palazzo bombardato assieme ad altri dirigenti della Jihad islamica, dando una decisa sterzata al conflitto che da decenni prosegue nell’area. Gli ufficiali israeliani hanno intimato ad Hamas di “restare fuori” dalla contesa, affermando di voler condurre “solo” una “mini guerra” contro la Jihad. Era da giorni che la tensione con Gaza montava, da quando l’esercito israeliano ha arrestato in Cisgiordania Bassen a-Saadi, leader della Jihad islamica nei Territori. Un’unità speciale israeliana lo aveva sorpreso durante una sua breve visita notturna alla famiglia, nel campo profughi di Jenin.

Da quel momento sono susseguite minacce da parte dell’ala militare della Jihad, le brigate al-Quds, che hanno messo in massima allerta Israele con la chiusura dei valichi, la riduzione delle normali attività lungo la frontiera, il posizionamento delle batterie anti-missile Iron Dome attorno a Tel Aviv e il richiamo di 25mila riservisti. Minacce che, inevitabilmente, si sono infine tradotte in una controffensiva.

La reazione palestinese

Subito dopo i raid israeliani, sono cominciate salve di razzi e di tiri di mortaio dal territorio di Gaza. L’esercito ha calcolato tra i 70 e gli 80 quelli lanciati dall’enclave palestinese verso il sud e il centro del Paese avversario. Secondo l’emittente Kan circa 30 sono stati intercettati, mentre gli altri sono caduti in zone aperte, in mare e all’interno della Striscia stessa. Le Brigate al-Quds hanno affermato di aver lanciato “più di cento razzi” sul suolo israeliano come “prima risposta” agli attacchi.

L’esercito israeliano ha riferito da parte sua che almeno 15 membri della Jihad islamica sono stati uccisi nei ripetuti raid sulla Striscia. Gli obiettivi erano almeno 6 strutture militari della Jihad e siti di artiglierie e lancio di razzi. Nella notte sono proseguiti i lanci di razzi da Gaza verso verso il sud e il centro di Israele. Le sirene sono risuonate in centri come Ashkelon, Yavne e Ashdod, con la popolazione ammassata nei rifugi.

Gli Stati Uniti (che intanto si avviano allo scontro totale con la Cina: la profezia “catastrofica” di Kissinger) hanno invitato le parti a evitare un’escalation, ma le parole del premier israeliano Yair Lapid lasciano pochi spiragli di pace. “Il governo di Israele non permetterà ai terroristi di minacciare i cittadini. Chiunque cerchi di colpirci sappia che lo raggiungeremo”.