Stop numero chiuso a Medicina: chi lo ha promesso alle elezioni

I partiti al voto, in vista delle elezioni del 25 settembre, hanno parlato anche di scuola e Università. E alcuni hanno intenzione di abolire il numero chiuso a Medicina

Di scuola e Università si parla in diversi programmi elettorali: alcuni dei partiti al voto, in vista delle elezioni di domenica 25 settembre, hanno anche parlato di abolire il numero chiuso alle Facoltà di Medicina e Chirurgia. Una promessa che probabilmente non arriva a caso, ma fa seguito a un problema ormai strutturato, che rischia di dare origine alla prossima emergenza sanitaria.

Chi ha proposto di abolire il numero chiuso a Medicina

Luigi Di Maio, che fino a qualche tempo fa si faceva portavoce di questa iniziativa (risale al 2014 un suo post su Facebook del blog di Beppe Grillo riguardo l’abolizione dei testi di ingresso a Medicina), oggi sull’argomento non è ancora tornato. Il programma, che si allinea a quello del PD e del centro sinistra in generale, su scuola e Università prevede:

  • il potenziamento dell’edilizia universitaria;
  • il miglioramento del sistema di reclutamento dei docenti universitari;
  • la distribuzione dei finanziamenti universitari in maniera equa, per evitare i divari territoriali e garantire gli stessi servizi a tutti;
  • l’aumento della spesa per la ricerca fino all’1,5% del PIL;
  • favorire lo sviluppo dei corsi di formazione non universitari e l’iscrizione delle studentesse ai percorsi di studio STEM;
  • maggiore sostenimento per gli studenti fuori sede;
  • l’acquisto di pc per studenti con redditi medio-bassi;
  • maggiore diffusione degli sport universitari e maggiore integrazione tra università e aziende.

Sul numero chiuso ai corsi di laurea ha preso posizione anche il Movimento 5 stelle, che non ha parlato nello specifico delle professioni sanitarie ma ha promesso di rivedere il numero di facoltà con accesso limitato.

Tuttavia, se su Fisco e tasse centro destra e centro sinistra viaggiano su binari differenti (qui il punto su chi ha proposto di abbassarle, e chi no), sul fronte Università, alcuni partiti sembrano aver trovato un punto in comune.

Meloni, Berlusconi, Salvini e Alleanza Verdi – Sinistra sembrano essere tutti d’accordo che una riforma del mondo accademico in Italia debba passare dall’abolizione del numero chiuso per la facoltà di Medicina e Chirurgia. Ma è davvero la scelta giusta? È vero mancano medici, infermieri e personale sanitario (dei posti vacanti e dei rischi a cui va incontro l’intero comparto ve ne avevamo già parlato qui), per questo – secondo alcuni leader politici – un primo passo sarebbe quello di evitare scremature ai test di ingresso per i futuri medici.

In realtà però i dati dimostrano che il vero scoglio, per chi vuole fare carriera nel settore, si presenta post laurea. Secondo l’associazione medici Anaao – Assomed, i percorsi di specializzazione coprono solo il 43% dei laureati. In pratica più della metà dei medici che hanno completato il primo percorso di studi poi non riesce ad accedere alla specializzazione per mancanza di posto, oppure perché non sono stati pubblicati abbastanza bandi, mancano le risorse e quindi non possono essere reclutati da ospedali e aziende sanitarie territoriali.

Scuola e Università: i punti in comune tra sinistra e destra

Vi sono alcuni punti che, per quanto riguarda gli interventi e le riforme al settore scuola e Università, sembrano essere comuni sia ai partiti di destra che sinistra.

Anche la destra, infatti, vuole maggiore interazione tra università e aziende, incentivare i percorsi universitari nelle professioni STEM, senza però specifiche di genere (anche se i dati dimostrano che sono le donne quelle che fanno più fatica a inserirsi in questo settore) e, infine, realizzare nuove residenze universitarie dando uno slancio ai progetti edilizi. Sul fronte sport, invece, sono state promesse borse di studio per meriti sportivi e investimenti in nuovi impianti.

Non parla invece di una riforma del reclutamento dei docenti il centro destra, ma punta tutto su investimenti in formazione e aggiornamento dei docenti che sono già all’attivo degli organici. Nessuna specifica per i precari, ma la promessa di favorire il rientro degli italiani altamente specializzati.

Il Movimento 5 Stelle, invece, ha promesso di aumentare i fondi per la ricerca e in generale per le Università, introdurre il riscatto della laurea gratuito (qui come funziona oggi) e ridurre le tasse universitarie per tutti gli studenti.

Inoltre, Chi vuole abolire il numero chiuso a Medicina dopo le elezioni vuole investire per migliorare il sistema di innovazione tra imprese, scuole, università e centri di ricerca e aumentare gli stipendi dei docenti e del personale tecnico amministrativo.