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Startup, una scommessa che vuole crescere. Istruzioni per l’uso

Giovanni Iozzia ci spiega cos'è e come funziona

Startup, una scommessa che vuole crescere. Istruzioni per l’uso

Che cos’è esattamente una startup? Non è un’idea, per quanto originale e innovativa possa essere. E non è (ancora) neanche un’impresa. Può essere un secondo lavoro, ma solo per un breve periodo. Perché ad un certo punto chiede tempo e anima. Negli Stati Uniti, dove più è sviluppata la cultura delle start up, Steve Blank, un’autorità della Silicon Valley, fa la differenza fra startup e company (azienda). E dice che la startup è “un’organizzazione temporanea, creata per ricercare un business model che sia ripetibile e scalabile”. Insomma, la startup è il momento di avvio di una nuova impresa pensata per crescere soprattutto a livello internazionale (scalabile). Google è stata una startup. Come Uber o Twitter. Silicon Valley, il distretto tecnologico nella baia di San Francisco, è stato la loro culla ed è il sogno di ogni startupper.

La startup è per definizione una scommessa. Per chi la fa e per chi ci investe. Non è detto che sia digitale, che cioè sviluppi un business legato a Internet (un’app, un sito di ecommerce, etc.), ma è spesso digitale, anche perché servono meno capitali che in altri settori, per esempio in quello delle biotecnologie o della meccatronica (la meccanica associata all’elettronica).

In Italia da due anni c’è una definizione di legge di startup innovativa, modificata lo scorso marzo con la legge InvestmentCompact. Le startup che corrispondono a questo profilo sono oltre 3mila e hanno numerose agevolazioni di cui parleremo nelle prossime settimane. Poi ci sono tutte le altre.

Qui puoi leggere tutte le caratteristiche delle startup innovative

Chiuderemo sempre questa rubrica con una parola della lingua degli startupper. Perché uno potreste ritrovarvelo in casa, in qualsiasi momento.

Venture capitalist l’investitore più ambito e corteggiato dalle startup. Di solito opera attraverso fondi di venture capital, che vengono creati raccogliendo i capitali da privati e istituzioni. La sua regola è massimo rischio, massimo rendimento. Investe su 10 startup, sperando che il risultato di una copra le perdite delle altre 9.

Da venture capitalist a “squalo”. Giovedi 21 maggio comincia su Italia 1 Shark Tank, la “vasca degli squali”. Gli squali sono i 5 “giudici”, tre imprenditori, un pubblicitario e un venture capitalist, che devono decidere se puntare o meno sugli aspiranti imprenditori che si presentano al loro cospetto per chiedere soldi. I “pesciolini” sono gli startupper, che per la prima volta in Italia diventano protagonisti di un talent show, inventato in Giappone e consolidato negli Stati Uniti.
VIDEOQui puoi vedere l’intervista a Gianluca Dettori, uno dei cinque giudici di Shark Tank.

A cura di Giovanni Iozzia
Giornalista e consulente editoriale

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