Stallo Quirinale: tutte le strade portano a Draghi (o Mattarella)

Stallo Quirinale: Salvini fallisce la spallata, prendono forza Draghi o un Mattarella bis. La politica brucia un nome dopo l'altro e si chiude nel vicolo cieco del ritorno del presidente uscente.

Quattro fumate nere, vertici, strategie e bluff per tornare, alla fine, al giro di via? Sponsorizzata  con insistenza nei mesi scorsi, la candidatura di Mario Draghi al Colle si è “stranamente”  inabissata nei giorni più caldi delle votazioni, sparendo (quasi dai radar). Una strategia per arrivare allo scacco matto proprio all’ultimo giro?

Secondo osservatori e analisti sembra proprio di sì.  Tanti i nomi rimbalzati da lunedì a oggi: qualche ora sembrava fatta per Pierferdinando Casini – bocciato poi dai Cinquestelle così come dalla Lega – poi era toccato a Elisabetta Belloni, infine, ieri, nel borsino Quirinale erano salite le quotazioni di  Franco Frattini, oggi a picco.

Nonostante le dichiarazioni d’intenti a convergere su un nome super partes, il centrodestra si è deciso a tentare la forzatura, votando oggi, nella quinta votazione, Elisabetta Casellati, la Presidente del Senato, sperando – perchè no – nell’aiuto di una sostanziosa fetta del Movimento Cinquestelle. Un modo, comunque,  per “contarsi”. La seconda carica dello Stato, “il profilo più alto dopo quello di Mattarella”, dice Salvini in conferenza stampa.

Centrodestra tenta la forzatura

“È il nome più prestigioso”, aveva detto il presidente della Liguria Toti ieri sera a margine del vertice del Centrodestra.

Quella su Elisabetta Casellati, “donna e presidente del Senato” è un’apertura “su una candidatura meno politicizzata e più istituzionale. I veti sarebbero incomprensibili” nelle elezioni per il presidente della Repubblica. Fa eco Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, al termine del vertice del centrodestra e in vista della nuova votazione per il Quirinale. È il momento che si “verifichino i numeri in aula si ponga fine a questa cosa incomprensibile del non voto e delle schede bianche. Il centrodestra dia un prova di compattezza. L’avessimo fatto prima la situazione sarebbe già sbloccata ma sono contenta si sia arrivati a questa decisione”, prosegue.

Nella notte, intanto, si sono riuniti i leader del centrosinistra Letta, Conte e Speranza, per oggi è convocata una riunione delle delegazioni di Pd, M5s e Leu per decidere la controffensiva da mettere in campo per rispondere alla mossa del centrodestra.

Draghi, scacco matto all’ultimo giro?

Tensione, dunque, alle stelle con analisti ed osservatori che fanno notare che una eventuale nomina della Casellati – o di altro nome non condiviso con gli alleati – significherebbe anche la fine dell’esecutivo. Proprio in quest’ottica, la seconda carica dello Stato potrebbe invece essere “l’agnello sacrificale” per tornare alla casella di via, riportando in auge il nome di Mario Draghi, defilato nelle ultime ore che potrebbe sferrare la zampata vincente proprio all’ultimo giro.

Sarà Mattarella il successore di Mattarella?

Oppure, in una sorta di “ le abbiamo tentate tutte ma non ci siamo riusciti”– potrebbe toccare proprio al Presidente in carica Mattarella salvare la faccia, per l’ennesima volta, ai partiti, accettando quel bis che fino ad oggi ha sempre rispedito al mittente.  Sarà Mattarella il successore di se stesso?