Spesa “sexy” in Rai: Detto Fatto a rischio per il tutorial sessista

Bufera sul programma di Rai 2 condotto da Bianca Guaccero: il tutorial per sedurre al supermercato non è piaciuto a spettatori e istituzioni

Il programma Detto Fatto, in onda su Rai 2, potrebbe essere cancellato dai palinsesti per la bufera scatenata da uno spezzone di programma andato in onda il 24 novembre. La trasmissione ha guadagnato popolarità per aver portato in tv i tutorial, ovvero le guide del web con consigli e trucchi per coltivare nuovi hobby e risolvere le piccole sfide della vita quotidiana. Proprio uno di questi tutorial non è piaciuto al pubblico, causando una polemica che si è estesa dal web al mondo della politica, che ha chiesto chiarimenti ai vertici Rai.

In onda dal 2013 con la conduzione di Caterina Balivo, che ha passato il testimone nel 2018 a Bianca Guaccero, Detto Fatto è stato accusato di sessismo e dare un’immagine della donna stereotipata e anacronistica. La puntata del 25 novembre è saltata, e su RaiPlay non è più disponibile il video dello scandalo.

Qui è ancora possibile vedere il video integrale.

Detto Fatto, bufera per il tutorial sessista: cosa è successo

Durante la puntata del 24 novembre interamente dedicata ai tacchi alti, intorno alle 15, è stata invitata in trasmissione la pole dancer Emily Angelillo. La giovane ha dato alle spettatrici una lezione su come essere sensuali facendo la spesa e sedurre gli uomini al supermercato.

Il siparietto si è aperto con la ballerina che ha spiegato: “Con l’aiuto del carrello cammino con il ginocchio teso e vado in giro per le corsie, che diventano il mio palcoscenico”. Davanti a prodotti che si trovano agli ultimi ripiani degli scaffali, per “rendere un pochino più intrigante la situazione posso alzare un pochino il ginocchio, e questa è una opportunità”.

“Signori, se da oggi trovate donne che prendono un pacco di patatine in questo modo è colpa di Detto Fatto. È tutto normale“, ha scherzato la conduttrice Bianca Guaccero. Per poi buttare a terra una confezione di merendine, e chiedendo, con l’accento di Belén Rodriguez: “Ma se un prodotto dovesse cadere a terra proprio mentre sta passando lui?”.

In tal caso, ha spiegato Emily Angelillo, ci si “accovaccia mantenendo le gambe chiuse, per non rendere la situazione più volgare“, poi ci rialza “alzando un pochino il sedere”.

Fabrizio Salini, ad Rai: “Valutiamo il futuro di Detto Fatto”

Il tutorial non è piaciuto agli spettatori del programma ed è subito diventato virale sui social, accompagnato da meme e commenti che ne hanno sottolineato la natura sessista e inadatta alla tv di Stato. Si è mossa anche la politica, che ha chiesto spiegazioni ai vertici Rai. L’amministratore delegato ha così rilasciato un comunicato stampa.

Per l’ad Fabrizio Salini si è tratto di “un episodio gravissimo, che nulla ha a che vedere con lo spirito del Servizio Pubblico e con la linea editoriale di questa Rai. Ovviamente ho avviato un’istruttoria per accertare responsabilità, e stiamo facendo valutazioni sul futuro di questo programma”.

Ludovico di Meo, direttore di Rai 2, ha fatto sapere che “nonostante non fosse nelle intenzioni avvalorare stereotipi femminili negativi, che tutti sono d’accordo nel biasimare e condannare, si è sopravvalutata la carica ironica a dispetto di una chiave che è risultata chiaramente offensiva. Sarà un serio impegno della rete indagare sull’accaduto e sulle responsabilità, e garantire che questo non accada più in futuro. Sarebbe contrario allo spirito del programma e ai valori civili della conduttrice, degli autori, e di Rai 2”.

Bufera in politica e ai vertici Rai per la spesa “sexy” di Detto Fatto

La ministra Teresa Bellanova (Italia Viva) ha scritto, in merito al tutorial andato in onda su Rai 2: “Per quanto tempo dovremo continuare a raccontare le donne in modo finto, stereotipato, con i tacchi a spillo, le movenze sexy, sempre perfette, sirene o streghe?”.

Michele Anzaldi (Italia Viva), segretario della Commissione di vigilanza Rai, ha dichiarato: “Al netto del trash e di esagerazioni che sembrano più adeguate alla tv commerciale, è accettabile che i soldi del canone degli italiani vengano usati per mandare in onda quanto si è visto a Detto Fatto, su Rai2, con il tutorial sessista su come fare la spesa? Lo chiedo innanzitutto alle donne del cda Rai, in una giornata in cui tutti a parole si dichiarano in difesa della dignità della donna”.

Anche Rita Borioni, tra i membri del consiglio di amministrazione della Rai, si è unita alla protesta: “A Detto Fatto, tra l’altro alla vigilia della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, una scenetta ammiccante, inutile e volgare che propinava un modello di donna inqualificabile. Basta! Serve l’immediato intervento del presidente della Rai e dell’amministratore delegato, al quale chiedo poi se sia questa la linea editoriale scelta, che, di fatto, è l’opposto di quanto chiede al servizio pubblico il Contratto Rai-Mise”.

Cecilia D’Elia, a capo della Conferenza delle donne del Pd, ha dichiarato: “Non so se l’intenzione fosse ironica, ma quello che è andato in onda offre un’immagine della donna stereotipata e indegna del servizio pubblico. La cosa, già grave in sé, lo è resa ancora di più dal fatto che avveniva proprio alla vigilia della Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne. Fabrizio Salini e i dirigenti Rai devono rispondere di quanto accaduto all’opinione pubblica e alle donne. La Rai così non può andare avanti”.

Sul caso è intervenuto anche Vittorio Trapani, segretario dell’unione dei sindacati dei giornalisti Rai: “Una cosa ignobile. Indegna della Rai e del servizio pubblico. Ma chi pensa e realizza questi spazi ha mai letto il Contratto di servizio? Li aiuto io: la Rai è tenuta a usare linguaggi e immagini ‘rispettosi, non discriminatori e non stereotipati nei confronti delle donne’ (art.9 e 25). Chi si indigna e giustamente esprime sconcerto per quanto andato in onda deve sapere che un’ospitata come quella del tutorial della spesa viene pagata tra i 1.500 E i 5.000 euro. Ecco come la Rai, che chiede ancora soldi, spende il canone dei cittadini”.

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