Spesa militare al 2%: Conte fa dietrofront, governo più saldo

Dopo il 'no' delle prime ore, il M5s sembra orientato a dare il via libera, anche perché non è certo che il leader controlli effettivamente i parlamentari.

“Il M5S non pensa assolutamente in questo momento alla crisi di governo. Però siamo la forza di maggioranza relativa: se si tratta adesso di discutere un nuovo indirizzo, che non era nel patto fondativo di questo governo, faremo valere la nostra presenza e la forza delle nostre ragioni”. Così Giuseppe Conte a In Mezz’ora in Più esprimendosi in particolare sul tema delle spese militari.

Se “il governo forza, è il governo che mette in fibrillazione, non il M5S. Noi non vogliamo la crisi”, sottolinea Conte che spiega che nei prossimi giorni vedrà il premier Mario Draghi. “Spero in una prospettiva di buon senso”.

Sulla guerra

Sulla guerra in Ucraina, Conte osserva: “Per l’Italia c’è spazio per recitare in ruolo importante. Bene che Draghi possa sentire Putin nei prossimi giorni, come ha detto. Quando c’è un conflitto del genere bisogna mantenere la massima concentrazione per la de-escalation, perchè tutti gli interventi, pur nella ferma condanna, siano orientati verso la soluzione politica che deve restare l’obiettivo dell’Italia. Qualsiasi iniziativa al di fuori di questa prospettiva, contrasta con il nostro interesse nazionale”.

L’arma del voto di fiducia

Resta sul tavolo l’arma del voto di fiducia, che il governo potrebbe porre in aula al Senato sul decreto Ucraina. Se ne discute in queste ore, in una riunione tra capigruppo delle commissioni Esteri e Difesa, convocata dal ministro per i rapporti col parlamento, Federico D’Incà dei 5stelle, insieme al titolare degli affari europei, Enzo Amendola.

Draghi sentirà Putin

Intanto il presidente del Consiglio Mario Draghi ha dichiarato di essere pronto a sentire Vladimir Putin nelle prosssime ore. il premier lo rimarca nella conferenza stampa in cui ha chiuso la ‘due giorni’ a Bruxelles, per un triplice summit in cui l’ex numero uno della Bce si è speso in prima linea per una soluzione comune al problema dell’energia, col prezzo del gas alle stelle e che continua a preoccupare famiglie e imprese. “La pace la stiamo cercando, io la sto cercando veramente. Gli altri leader europei, come francesi e tedeschi, hanno avuto colloqui con Putin e li avrò anch’io”, annuncia, tentando di tenere viva la fiammella di una soluzione diplomatica che stenta ad arrivare.

“Il modo migliore per dimostrare di volere la pace è cessare le ostilità e sedersi al tavolo – rimarca -. Altrimenti vuol dire che si spera di guadagnare terreno. A un certo punto sicuramente verrà un tavolo di pace. Ma speriamo che arrivi prima della distruzione totale dell’Ucraina. Prima che avvenga quello che purtroppo è avvenuto con l’Unione Sovietica quando invase Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia”.