Sentenza Vivendi, la Corte europea condanna Mediaset

La sentenza della Corte riconosce al colosso dei media francese il diritto sulle partecipazioni rilevanti in Mediaset e Tim

Nella disputa Vivendi-Mediaset sulle partecipazioni rilevanti, arriva il verdetto della Corte di giustizia Ue a stabilire dei punti fermi e a mettere anche in discussione il sistema radiotelevisivo italiano. Il Tribunale europeo ha accolto il ricorso del colosso francese dei media contro Agcom e il “Biscione” contestando il divieto di concentrazione nella rete di telecomunicazioni previsto dalla normativa italiana.

Sentenza Vivendi, la Corte europea condanna Mediaset: la normativa italiana

L’Authority aveva infatti negato a Vivendi la partecipazione rilevante in contemporanea dentro Tim e dentro Mediaset, imponendo di scegliere tra le due società come stabilito nel nostro Paese dal Testo unico unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (Tusmar).

L’articolo 43 comma 11 del Testo, noto anche come “legge Gasparri”, impedisce a qualsiasi società i cui ricavi nelle comunicazioni elettroniche, anche attraverso società controllate o collegate, superino il 40% dei ricavi complessivi del settore, di conseguire nel sistema integrato delle comunicazioni (Sic) ricavi superiori al 10% dei ricavi del Sic stesso.

Sentenza Vivendi, la Corte europea condanna Mediaset: la vicenda

Sulla base di queste disposizioni, Mediaset aveva denunciato all’Agcom un eccesso di concentrazione in mano ai francesi essendo soci sia del Biscione per 28,8% con il 29,34% dei diritti di voto, sia al 24% di Telecom Italia.

Il Garante delle telecomunicazioni ha quindi imposto ai francesi di depositare il 19,9% della quota Mediaset a una fiduciaria. Di tutta riposta Vivendi ha fatto appello al Tar del Lazio, il quale si è rivolto alla Corte di giustizia dell?ue.

Sentenza Vivendi, la Corte europea condanna Mediaset: la sentenza

Secondo quanto stabilito dalla Corte di giustizia con sede in Lussemburgo la “disposizione di legge italiana che impedisce a Vivendi di acquisire il 28% del capitale di Mediaset è contraria al diritto dell’Unione europea“.

“Un ostacolo vietato alla libertà di stabilimento, in quanto non idonea a conseguire l’obiettivo della tutela del pluralismo dell’informazione” dice la sentenza del Tribunale europeo.

Il Tribunale amministrativo dovrà ora stabilire come accogliere il verdetto europeo. Una decisione che potrà essere ovviamente oggetto di altri ricorsi, di possibili nuovi interventi dell’Agcom o il riferimento di un intervento del legislatore per promulgare una nuova normativa del settore.

Sulla vicenda si è espresso il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli: “Ovviamente leggeremo con attenzione il dispositivo della Corte che a questo punto ci porterà a modificare parti del Testo unico delle radiocomunicazioni” ha affermato ricordando che “entro il 31 dicembre il Parlamento deve ratificare la nuova direttiva europea sulle telecomunicazioni, al momento in discussione al Senato”.

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Sentenza Vivendi, la Corte europea condanna Mediaset