Fase 2, il TAR annulla l’ordinanza “apri-tutto” della Calabria: vince il Governo

L'ordinanza "apri-tutto" è stata sconfessata dal Tribunale amministrativo, che ha riconosciuto la linea dell'Esecutivo

Lo scontro tra Governo e Regioni sul calendario delle riaperture si arricchisce di un nuovo capitolo. Il TAR di Catanzaro ha infatti accolto il ricorso presentato d’urgenza dal Governo contro l’ordinanza firmata dalla Presidentessa della Giunta Jole Santelli. Di fatto, dunque, il tribunale amministrativo riconosce la linea dell’Esecutivo, cui spetta il compito, si legge nella sentenza, di decidere quando e cosa riaprire.

Una decisione che non solo allinea la Calabria alle altre regioni d’Italia, ma che rafforza la posizione del Governo nelle trattative con gli enti locali. Sono passati circa 2 giorni da quando la Conferenza delle Regioni ha chiesto a Palazzo Chigi maggiori libertà nello stabilire la road map della Fase 2, con il Ministro Boccia a fare da argine e ribadire che, al più presto, saranno valutate riaperture a partire dal 18 maggio e solo sulla base delle evidenze delle curve epidemiologiche regionali.

Il pronunciamento del TAR di Catanzaro non fa che rafforzare questa posizione, anche se i vari Presidenti regionali non demordono e annunciano battaglia.

Cosa dice il TAR sull’ordinanza “apri-tutto” della Calabria

I giudici del Tribunale Amministrativo di Catanzaro, dopo qualche ora di camera di consiglio, hanno stabilito che l’ordinanza firmata a fine aprile dalla Presidentessa Jole Santelli è illegittima. E, dunque, è stata annullata. L’ordinanza stabiliva, tra le altre cose, che i locali pubblici calabresi potevano svolgere servizio al tavolo sin dal 4 maggio, contrariamente a quanto stabilito nel DPCM del 26 aprile.

Nella sentenza, i giudici ritengono che “spetta al Presidente del Consiglio individuare le misure necessarie a contrastare la diffusione del virus COVID-19, mentre alle Regioni è dato intervenire solo nei limiti delineati dall’art. 3, comma 1 del decreto legge 19 del 2020″. Nello specifico, il decreto stabilisce che le regioni, in caso di aggravamento delle condizioni sanitarie, possono disporre misure più restrittive rispetto a quelle imposte dal Governo, ma non il contrario.

L’ordinanza firmata dalla Presidentessa Santelli, inoltre, violerebbe “il dovere di leale collaborazione tra i vari soggetti che compongono la Repubblica, principio fondamentale nell’assetto di competenze del titolo V della Costituzione”.

Sentenza TAR di Catanzaro, le reazioni

Non si sono fatte ovviamente attendere le reazioni, sia di una parte, sia dall’altra. Per la Santelli si tratta di una “vittoria di Pirro” e non esclude un ricorso alla Consulta per “conflitto di attribuzione”. Di tutt’altro avviso, invece, il Ministro Boccia: “Le sentenze e le leggi non si discutono ma si applicano. E questo deve valere per ognuno di noi. La sicurezza sui luoghi di lavoro per lavoratori e cittadini è una nostra priorità assoluta nell’emergenza Covid-19. Il governo sta facendo ripartire il Paese in sicurezza. Non è la stagione delle divisioni, dei protagonismi e dell’individualismo”.

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