Scuola, quando si torna in classe: dopo il rebus riapertura il Miur ha la data

Dopo il tira e molla dei giorni scorsi, e date che si rincorrono, il Ministero dell'Istruzione e la ministra Azzolina propongono una data certa per tutte le regioni

Per il rientro a scuola in presenza, forse, c’è una data. Più plausibile di tutte le altre sentite fino a qui, “prive di fondamento” secondo il Miur.

E dunque lasciamoci alle spalle il 23 settembre, e tutte le altre date lette sui giornali. L’inizio dell’anno scolastico potrebbe essere, invece, lunedì 14 settembre. La proposta arriva direttamente dal ministero dell’Istruzione alle Regioni.

Un vero rebus quello a cui stiamo assistendo, con la ministra Azzolina che aveva fatto intendere una ripresa delle lezioni in aula il primo settembre. Ma poi, le elezioni amministrative e il referendum fissati per il 20 settembre avrebbero fatto slittare la riapertura delle scuole fino al 23. Le singole Regioni intanto stavano ragionando su date diverse, comprese tra il 10 e il 15 settembre.

La proposta del Miur

Ora, la ministra Azzolina, che ha rinunciato ai plexiglas divisori, cerca di mettere a tacere le voci circolate in questi giorni sul rientro tra i banchi di scuola, proponendo il 14 settembre come inizio delle lezioni in presenza. Tuttavia, il Decreto Scuola, recentemente convertito in legge, stabilisce che dal primo di settembre le scuole potranno riaprire per le attività legate al recupero degli apprendimenti.

Per quanto riguarda invece l’inizio ufficiale delle lezioni, fa sapere il Miur, la decisione dovrà essere presa comunque insieme alle Regioni, a cui sarà proposta appunto la data di lunedì 14 settembre, con l’obiettivo di tornare alla “piena normalità scolastica il prima possibile”.

La lettera di Anief a Conte

Intanto, l‘Anief, l’Associazione nazionale insegnanti e formatori, ha inviato una lettera al premier Giuseppe Conte per avanzare proposte adeguate e dar vita ad un patto per il rilancio della scuola.

Se a settembre – scrive Anief – si vuole introdurre il distanziamento, per via del perdurante pericolo Covid, sarò necessario comporre le classi con al massimo 15 iscritti e assumere non meno di 160mila docenti e 40mila Ata in più. “Non averli considerati, prevedendo anche la loro assunzione in ruolo da graduatorie d’istituto, è un errore strategico che l’amministrazione scolastica rischia di pagare a caro prezzo, proprio nell’anno del record di supplenze annuali”.

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