Salvini invoca il “reset totale”: bond di guerra, condono e pace edilizia

Servono 200 miliardi subito. Il leader della Lega ha presentato le misure che intende sottoporre al Governo Conte per aiutare subito imprese e famiglie

Mettere in campo subito almeno 200 miliardi. Dove li prendiamo? Dal “reset totale”: e cioè, pace fiscale e pace edilizia. Questa l’idea del leader della Lega Matteo Salvini, che presenterà al tavolo con il premier Conte. Un mega condono, insomma, anche se lui non vuole usare questa espressione per questioni di opportunità politica (“Non mi faccia dire ‘sta parola che poi mi saltano tutti in testa” rivela al diretto de Il Giornale Sallusti in una intervista).

Una volta sconfitta l’emergenza sanitaria, l’Italia avrà bisogno di una “ricostruzione senza precedenti, uno sforzo collettivo gigantesco. Come in ogni dopoguerra. E per ricostruire servirà il meglio” spiega Salvini. L’ unica via per il capo del Carroccio è un nuovo patto sociale, “altro che sospendere due cartelle fiscali. Dobbiamo ricominciare tutto daccapo o non ne usciremo”.

Cosa sono i bond di guerra di Salvini

Quali sono quindi le proposte in concreto? Salvini lancia l’idea dell’emissione di bond di guerra: una emissione straordinaria di buoni del Tesoro destinati agli italiani, agli imprenditori, alle famiglie e agli investitori italiani, con delle fiscalità vantaggiose, con incentivi, aiuti economici e crediti per chi li sottoscriverà.

“Io – ha spiegato – preferisco indebitarmi con gli italiani, mettendo a garanzia la Bce, che ha già detto che sottoscriverà centinaia di miliardi di titoli di Stato italiani, piuttosto che mettere a garanzia i risparmi, il lavoro, le pensioni o gli ospedali dei nostri figli”. Fare debito in questa fase emergenziale non è un diritto ma un dovere, prosegue, ma “c’è modo e modo di fare debito”.

No al “tunnel” del Mes, da cui il Belpaese rischierebbe di non uscire più se non con una patrimoniale, e con altri tagli alla sanità e l’innalzamento dell’età pensionabile, ragiona Salvini.

Pace fiscale e edilizia

Per preparare la “ripartenza” bisogna aprire tutti i cantieri possibili: nel progetto della Lega Comuni e Regioni dovrebbero appaltare tutti i lavori già preparati, con una grande pace edilizia, oltre alla pace fiscale per il 2020.

“Hai una grondaia o un balconcino fuori norma? Si azzera tutto, si paga il dovuto al Comune, e poi si riparte”. Non un condono tombale, però, si affretta a precisare. “Se hai costruito la casa sul fiume no… Ma se vogliamo ripartire non è il caso di smaltire tutto l’arretrato nei Comuni sulle richieste di condoni di piccoli abusi edilizi? In tempi di guerra non si possono avere i cavilli della Soprintendenza, della Corte dei Conti, dell’Anac, bisogna ripartire con la massima libertà di impresa”.

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