Salvini-Di Maio, crisi superata? Cresce l’ipotesi rimpasto

La casella più a rischio sarebbe quella di Toninelli, sostengono diverse fonti interne al governo

Il fantasma della crisi di governo non sembra più aleggiare sui tetti di Palazzo Chigi ma un altro, in queste ore, sembra prenderne il posto: è quello del rimpasto, un ‘rimetter mano’ alla squadra di governo di cui si parla da tempo ma finora mai andato in porto. La convinzione, tra i ministri grillini, è che dopo aver fatto il passo indietro sul commissario Ue in quota leghista, Matteo Salvini alzi la posta, chiedendo per sé più caselle nel governo giallo verde.

E le parole sibilline del vicepremier e responsabile del Viminale – ‘alcuni ministri grillini non sono all’altezza’ – risuona nelle stanze 5 Stelle, dove ci si interroga su quel che accadrà nelle prossime ore, nell’attesa di un chiarimento tra Di Maio, Salvini e il premier Giuseppe Conte. La casella più a rischio, viene sostenuto da alte fonti di governo ascoltate in queste ore dall’AdnKronos, sarebbe quella del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, occupata da Danilo Toninelli.

Un indizio in più, la lite sulla gronda di Genova. Alla Lega il Mit farebbe gola, mentre altri ministeri considerati a rischio – vedi la Salute – non rientrerebbero negli interessi del Carroccio, assicurano le stesse fonti. Il timore dei grillini è che la Lega, dopo aver mandato già il boccone amaro dello stop a Giancarlo Giorgetti commissario Ue, possa voler invertire i rapporti di forza nell’esecutivo, avocando a sé più ‘poltrone’.

DIFESA E AMBIENTE – Ma sugli altri due dicasteri considerati a rischio, Difesa e Ambiente, sembra che i 5 Stelle intendano tenere la barra dritta. Elisabetta Trenta, protagonista dei botta e risposta al vetriolo proprio con Salvini, parrebbe blindata; l’Ambiente, dove siede il Comandante della forestale Sergio Costa, viene considerato un ministero “incedibile: l’Ambiente è una delle nostre cinque stelle e Costa sta facendo bene, su quella non possiamo cedere”, confida all’AdnKronos un esponente di governo M5S. Quanto a Toninelli, il responsabile del Mit sembra in evidente difficoltà anche per il ‘fuoco amico’ alla quale è sottoposto ormai da mesi. Alcuni sostengono che sui dossier più delicati – vedi Autostrade – sia stato ‘commissariato’ di fatto da Stefano Buffagni, sottosegretario agli Affari Regionali molto vicino ai vertici pentastellati.

TRASPORTI – Cedere il Mit alla Lega però fa paura, perché è in quel ministero che si giocano molte partite fondamentali per il M5S: la Tav e Autostrade, solo per citarne due. Il Movimento è all’angolo: a Strasburgo ha giocato bene le sue carte – come la vicepresidenza del Parlamento Ue a Fabio Massimo Castaldo e i voti ‘salvifici’ a von der Leyen che li ha riscattati dalla temuta irrilevanza – ma a Roma le difficoltà appaiono evidenti. “Qualcosa dovremo pur cedere”, il refrain di queste ore. Ore in cui Toninelli sembra ogni minuto più a rischio.

In collaborazione con Adnkronos

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