Salvataggio Grecia: ora Tsipras deve passare ai fatti

Tsipras e il popolo greco devono dimostrare che non stanno bluffando

La Grecia viene salvata. Adesso tocca a Tsipras e al popolo Greco dimostrare che non bluffano

Dopo una settimana di altissima volatilità sui mercati finanziari, sembra che un accordo sia vicino tra la Grecia e i creditori. La palla è in mano a Frau Angela Merkel – in Italia una persona così seria prenderebbe l’4% dei voti, come il compianto Ugo La Malfa – che ha ribadito al primo ministro greco Alexis Tsipras – forte per la vittoria del NO al referendum – che le parole al vento non servono. Contano gli impegni e soprattutto la volontà di dare seguito agli accordi.

E’ stata proprio l’inaffidabilità dei negoziatori greci – l’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha fatto di tutto per non farsi amare – che non ha reso possibile un accordo fino ad ora.

Parlamento Europeo a Strasburgo Tsipras ha colto l’occasione per ricordare che la Grecia è stata la madre dellla civiltà dell’Europa e della democrazia. E’ vero, nessuno lo ha mai messo in discussione. Il punto è un altro. Ieri Claudio Magris sul Corriere della Sera l’ha evidenziato con chiarezza: “Nessun grande passato garantisce a nessuno un altrettanto grande presente…Anche i colonnelli al potere in Grecia decenni fa erano figli di uno dei più grandi popoli al mondo, ma non avrebbero certo potuto appellarsi a Pericle o ad Aristotele. Quando si ha un’altissima civiltà nel proprio Dna, essa si rivela non nella citazione del passato, ma nel modo in cui si affrontano i problemi del proprio presente”.

Possiamo sostenere che Tsipras ha approfittato della primogenitura greca di democrazia, filosofia, poesia, senso delle cose ultime, per prendere in giro coloro (compresi gli italiani) che, fiduciosi delle regole, hanno prestato capitali al popolo greco. Le promesse di Tsipras sono cadute come le mele di Isaac Newton.

Non possiamo che essere d’accordo con Magris quando chiosa così il comportamento della compagine governativa greca guidata da Tsipras: “Agire irrazionalmente, rabbiosamente, caparbiamente, tignosamente, rumorosamente, truffaldinamente significa, per tutti, compiere quello che per la civiltà greca era la massima colpa, la hybris, la dismisura, peccato senza remissione”.

Dalle indiscrezioni sulla stampa, sembra che Tsipras abbia ripreso in mano l’ultimo piano – prima del referendum – predisposto dal presidente della Commissione Europea Juncker. L’Europa in cambio di riforme scritte e cogenti – dalla vendita del Pireo allo stop alle pensioni baby – potrebbe avere in cambio 50 miliardi dal Fondo Salvastati (che prima si chiamava EFSF, ora ha per acronimo ESM, European Stability Mechanism), 35 miliardi messi sul piatto dalla UE, oltre a 3,3 miliardi realizzati dalla Bce nella compravendita di titoli di Stato greci. Il tutto per pagare il debito (1,6 miliardi di euro) con il Fondo Monetario Internazionale che scade il 20 luglio. Nel contempo, alla firma dell’accordo, scatterebbe l’allargamento dell’Ela – Emergency Liquidity Assistance – da parte della Bce che tiene in piedi le banche greche, cianotiche visti i prelievi continui dei depositanti greci.

Caro Tsipras, visto che il piano che firmerai dovrà essere approvato dai “rifondaroli” di Syriza, come dicono a Londra – a un passo da Bruxelles dove fervono i negoziati – “It’s a long way to Tipperary

A cura di Beniamino Piccone
Docente di Sistema Finanziario e Private banker

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