Sala invoca le gabbie salariali? Sindaco di Milano al centro della polemica politica

Il primo cittadino meneghino è stato protagonista di una dichiarazione fortemente criticata sia dalla destra, sia dal PD

Non è dato sapere se l’obiettivo del Sindaco Sala fosse quello di riportare al centro del dibattito politico le cosiddette gabbie salariali, eliminate dall’ordinamento italiano a “furor di popolo” negli Anni ’70. Discutendo di stipendi e remunerazione, in particolare dei giovani, di carovita e costi degli affitti, il primo cittadino del capoluogo meneghino si è lasciato sfuggire una frase piuttosto ambigua.

Secondo Sala, infatti, la parità salariale tra dipendenti pubblici del nord e del sud Italia sarebbe ingiusta. A parità di mansioni, si legge tra le righe della dichiarazione del sindaco milanese, i primi dovrebbero essere pagati di più rispetto ai colleghi di Reggio Calabria (o di qualunque altra città meridionale). Inutile dire che lo scambio di battute tra il Sindaco di Milano e i giovani del Partito Democratico ha scatenato una lunga serie di reazioni politiche, con attacchi diretti anche nei confronti dell’Esecutivo.

Stipendi pubblici, le differenze tra nord e sud Italia: cosa ha detto Sala

Nel corso della diretta streaming trasmessa dalla pagina “InOltre-Alternativa progressista”, il Sindaco Milano ha discusso con due rappresentanti dei giovani del Partito Democratico di remunerazione dei giovani, di carovita e del costo degli affitti nel capoluogo lombardo.

Rispondendo a una domanda, il primo cittadino di Milano ha affermato: “La cosa che non va è quanto sono pagati i giovani a Milano, un tema da affrontare politicamente. Ma è chiaro che se il dipendente pubblico a parità di ruolo guadagna lo stesso a Milano o Reggio Calabria è intrinsecamente sbagliato perché il costo della vita è diverso“.

Parole che non lasciano spazio a molte interpretazioni. Il ragionamento che il Sindaco Sala sembrerebbe voler fare è, a grandi linee, lo stesso che negli Anni ’50 del secolo scorso portò alla creazione delle gabbie salariali (che avevano già creato qualche frizione tra M5s e Lega ai tempi del primo governo Conte) e alla differenziazione dello stipendio in base alla città di residenza.

Gabbie salariali Sala: le reazioni politiche

Come detto, le dichiarazioni del primo cittadino milanese hanno immediatamente scatenato un vespaio di polemiche. Tra i primi a criticare Sala troviamo diversi esponenti del centrodestra, con Fratelli d’Italia in testa. La Deputata Wanda Ferro, ad esempio, tira in ballo la grande finanza internazionale, il Governo e il Movimento 5 stelle. “Non ci meraviglia – si legge in un suo post Facebook – che da sinistra vengano proposte ricette economiche che coincidono con quelle che la grande finanza internazionale cerca di imporre all’Italia. Chissà se quella di Sala è una posizione condivisa dal governo, chissà cosa ne pensano i Cinque Stelle”.

Non mancano, però, le reazioni della maggioranza giallo-rossa, con diversi ministri del Partito Democratico fortemente critici nei confronti del loro “collega” di partito. Il Ministro della Coesione territoriale Giuseppe Provenzano, nel corso di una conferenza PD a Napoli, ha detto: “Come facciamo a valutare la produttività di un lavoratore di Scampia oppure di un quartiere di Palermo, senza servizi? Questo lavoratore dovrebbe essere pagato il doppio per la socialità del suo lavoro”.

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