Ristori, blocco licenziamenti e grandi dossier “industriali”: le incognite della crisi

Dai ristori alla riforma degli ammortizzatori: tutti i dossier a rischio con la crisi di Governo

Non bastava la pandemia. Come sempre, il nostro Paese ha deciso di esagerare  aumentando il livello di difficoltà – come in un videogame – con una crisi che dopo essere stata minacciata per diversi giorni, ieri pomeriggio è stata formalizzata dal leader di IV Matteo Renzi che, in scia alla tradizione di rottamatore, ha deciso di annunciare le dimissioni delle Ministre Bellanova e Bonetti, mettendo di fatto ko il Conte-bis, di cui lui stesso era stato artefice.

E pensare che appena qualche ora prima era stato il Ministro dell’Economia Gualtieri a mettere in guardia dalle conseguenze – nefaste – di una crisi in una fase a dir poco delicata per il nostro Paese.

CON LA CRISI RISTORI A RISCHIO – “Nei prossimi giorni, forse già giovedì, faremo il Consiglio dei ministri per chiedere l’autorizzazione del Parlamento a un nuovo scostamento. Atto che, naturalmente, richiede un Governo nella pienezza delle sue funzioni, che non è compatibile con una crisi di governo”.  , Cosi aveva risposto a Radio popolare di Milano a una domanda sull’iter per il nuovo decreto ristori“Poi, mentre il Parlamento voterà auspicabilmente questo scostamento, predisporremo quanto abbiamo già iniziato a fare, per arrivare dopo il voto alla sua approvazione”, ha aggiunto.

Un appello, a quanto pare, caduto nel vuoto.  Ma non è l’unico dossier in pericolo. Bisogna anche mettere il turbo sulla riforma degli ammortizzatori, per non farsi trovare impreparati alla fine di marzo quando si sbloccheranno i licenziamenti (tra l’altro domani pomeriggio è in programma un  incontro al ministero del Lavoro. Dal primo aprile, infatti, i licenziamenti torneranno liberi ma non è escluso di prolungarlo per le imprese più in crisi, con i Sindacati in pressing sulla Catalfo, tra l’altro una delle caselle considerate in bilico in caso di eventuale rimpasto. 

C’è poi il capitolo pensioni in vista della scadenza di Quota 100. Con la crisi rischia grosso anche uno dei piatti forti della prossima manovra, cioè l’introduzione dell’assegno unico.

Ma l’elenco delle priorità è lungo, a partire dai grandi dossier industriali: che ne sarà di Alitalia, Whirlpool, ex Ilva e Autostrade?   A fine mese, infatti, è attesa la nuova offerta di Cassa depositi e prestiti e dei fondi Blackstone e Macquarie, partita che si trascina da tempo.

Senza contare che anche il piano per provare a cedere Mps  è entrato nel vivo. Tante, insomma, le “partite” pronte a entrare nel vivo ma quale sarà la “squadra” che scenderà in campo

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