Rimpatri, Di Maio attacca Salvini: “Non bastano lettere”

Il vicepremier Luigi Di Maio ha scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiedendogli di convocare quanto prima un vertice sui rimpatri

“Dopo Torino, Roma. I tristi fatti di cronaca di questi giorni, con l’aggressione prima a due agenti della polizia da un soggetto che sarebbe dovuto essere già espulso e che invece era libero di fare quel che gli pare in giro, poi con l’accoltellamento di oggi, dimostrano che il vero problema sono i quasi 600mila irregolari che abbiamo in Italia. E sui rimpatri non è stato fatto ancora nulla“. Lo dice il M5S, a seguito dell’aggressione avvenuta a Roma da parte di un marocchino verso una persona con un crocifisso. “Il problema ce lo abbiamo in casa, non è che scrivendo una lettera o una circolare si risolvono le cose. Bisogna fare di più sui rimpatri che sono fermi al palo”, sostengono i 5 Stelle.

A quanto si apprende il vicepremier Luigi Di Maio ha scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiedendogli di convocare quanto prima un vertice sui rimpatri, “ancora fermi”. Nella richiesta Di Maio si è detto “molto preoccupato” e ha sottolineato che “non basta inviare lettere per scongiurare attacchi. Per questo occorre lavorare subito sui 600mila irregolari che abbiamo in Italia”.

A stretto giro il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ribatte: “Se gli amici dei 5Stelle hanno voglia, tempo e idee, ho convocato proprio per domani alle 10 una riunione al Viminale su immigrazione, sbarchi ed espulsioni”.

In collabprazione con Adnkronos

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