Riforma pensioni, Quota 102 e Quota 41: quanto si perde sull’assegno

Via Quota 100 arriva Quota 102. Sarebbe questa la novità che con tutta probabilità dovrebbe arrivare nel sistema previdenziale italiano il prossimo anno quando andrà in soffitta Quota 100.

La legge di Bilancio per il 2021 ha messo i primi punti fermi su quella che sarà la riforma previdenziale prevista allo scadere di Quota 100, che chiuderà i battenti a fine 2021 e non sarà rinnovata.

Pensioni anticipate: confermate APE sociale e Opzione donna
Due importanti proroghe sono previste dal pacchetto pensioni che verrà discusso al tavolo del Consiglio dei Ministri: l’APE sociale, che permette di accedere alla cassa di previdenza alcuni anni prima del previsto, che dovrebbe essere estesa anche ai lavori fragili, categoria non ancora individuata, e Opzione donna. In questo caso verrebbe confermata l’uscita anticipata con ricalcolo contributivo dell’assegno per le lavoratrici che maturano i 58 anni di età con 35 di contributi.

In sostanza Opzione donna prorogata al 2021 per le nate fino al 1962 (dipendenti) o 1961 (autonome), che hanno maturato i requisiti contributivi entro il 31 dicembre 2020, e proroga dell’Ape Sociale 2021 per i lavoratori che maturano i requisiti entro la data del 31 dicembre 2021, oltre al pensionamento con requisiti minimi.

Opzioni future
Il governo sta valutando due opzioni per modificare il ritiro anticipato dal lavoro: la prima è Quota 102, la seconda è Quota 41. Un’uscita anticipata dal mondo del lavoro che implica però una riduzione della pensione mensile. Con Quota 100 l’assegno mensile veniva ridotto, a seconda dei casi, dal 2 al 14 per cento.

Ipotesi Quota 102: quanto si perde
Quota 102, che entrerebbe in campo dal 2022, prevede l’anticipo pensionistico a 64 anni di età e con un’anzianità contributiva di 38 anni.
Con l’uscita anticipata dal mondo del lavoro usufruendo di Quota 102, secondo le stime di Progetica si avrebbe una riduzione dell’assegno mensile di circa il 4% nel caso di un anno di anticipo ma può arrivare fino al 15% per chi anticiperebbe di 3 anni e 8 mesi.
Come per Quota 100 in sostanza, il taglio dell’assegno pensionistico sarebbe la diretta conseguenza di uscire prima dal lavoro per cui meno contributi si versano, minore è la pensione che si riceverà.

Ipotesi Quota 41: quanto si perde
Oltre a Quota 102, altra ipotesi sul tavolo è quella di introdurre Quota 41, ossia permettere il pensionamento con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica e senza ulteriori adeguamenti per l’aumento della speranza di vita.
Secondo le simulazioni il raglio all’assegno mensile sarebbe nell’ordine del 10%.

Al momento questa possibilità è concessa solo ai cosiddetti lavoratori precoci. Il governo pare disponibile alla richiesta dei sindacati di inserire la possibilità di pensione anticipata con Quota 41 per i lavoratori fragili

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