Riforma giustizia, scontro Lega-M5s: manca accordo su processo penale

Polemiche e attacchi tra gli alleati di governo prima e dopo il Consiglio dei Ministri. Lega: "No a riforme di facciata". Il titolare della Giustizia:" Non vorrei che problema fosse la prescrizione"

Il nuovo ring sul quale va in scena lo scontro tra Lega e Cinquestelle si chiama Riforma della Giustizia. Non bastano neppure otto ore di confronto e un Consiglio dei ministri fiume, sospeso due volte e poi ripreso fino alla mezzanotte: M5s e Lega non trovano l’intesa, il nodo è il processo penale. Il Cdm trova un accordo di massima su giustizia civile e riforma del Csm.

Alla fine il via libera al provvedimento è “salvo intese”, la formula che politicamente significa che sono ancora tanti i nodi da sciogliere. E subito fuori da Palazzo Chigi va in scena lo scontro tra gli alleati di Governo.

Da oggi partiranno dei tavoli politici con il premier Giuseppe Conte e il ministro della Giustizia per dirimere i nodi ancora aperti tra M5S-Lega sulla parte penale della riforma. E, stando alle frecciate al veleno partite al termine del Cdm, sarà un lavoro tutt’altro che facile. Il provvedimento promette di essere ancora oggetto di un lungo e duro confronto. Fonti della Lega fanno sapere che “La riforma è tutta da riscrivere, non vogliamo provvedimenti di facciata” . Replicano i Cinquestelle: “Noi siamo aperti al confronto ma sentiamo solo no. Non vorremmo che dietro questi muri ci fosse la volontà di bloccare l’abolizione della prescrizione inserita dal M5S nello spazzacorrotti”. E alla fine il ministro Bonafede entra a gamba tesa: “Stasera ho sentito tanti ‘no’, da parte mia c’era la disponibilità ad affrontare proposte di modifica, ma nonostante ciò non si è arrivarti a un accordo. Non vorrei che ci fosse il tema della prescrizione come nodo che non viene portato al tavolo”.

TENSIONE ALLE STELLE – Di nuovo tensione alle stelle nell’esecutivo con Salvini che in nottata non sembra aver cambiato idea rispetto al giudizio espresso nelle prime ore del mattino: Bonafede “ci mette pure la buona volontà” ma la sua “cosiddetta riforma non c’è, è acqua“, dovrebbe essere “imponente, storica” come quella che la Lega ha “pronta” che separa le carriere, “dimezza i tempi dei processi, premia chi merita e punisce chi sbaglia”. Di contro, Di Maio blinda il suo ministro: “La sua riforma è epocale, sanziona i magistrati che perdono tempo e riduce drasticamente i tempi dei processi. Basta con le spartizioni di potere al Csm. Mi auguro nessuno pensi di bloccarla, sarebbe un grave danno al Paese”.

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