Riaperture Regioni Fase 2, De Luca ancora contrario: i protocolli di controllo in Campania

È ancora scontro sulle riaperture delle regioni in Fase 2, il dibattito è aperto: De Luca tra i più scettici

La riapertura delle regioni è un argomento su cui ancora si discute. Tra quelli non disposti a cedere sull’allentamento delle restrizioni spicca sicuramente Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, che con i suoi toni spesso sui generis ha fatto sapere che continuerà ad applicare severi protocolli di sicurezza nei confronti di chi varcherà i confini campani nelle prossime settimane.

Controlli e test rapidi: i protocolli di controllo annunciati da De Luca

Sui modi in cui lo Stato sta gestendo la riapertura dei confini in Fase 2 (qui lo speciale di QuiFinanza) ha qualcosa da ridire Vincenzo De Luca. Il Presidente campano, nello specifico, ha fatto sapere di trovare ingiustificata la decisione di consentire – indiscriminatamente – gli spostamenti tra una regione all’altra a partire da giugno.

“Non si comprende quali siano le ragioni di merito che possono motivare un provvedimento di apertura generalizzata e la non limitazione della mobilità”, ha affermato il Governatore, ribadendo il suo scetticismo. Per evitare il rischio di un nuovo picco dei contagi, dunque, De Luca ha detto di essere intenzionato a non allentare le misure di sicurezza in Campania.

“Adotteremo in modo responsabile, insieme ai protocolli di sicurezza già vigenti, controlli e test rapidi con accresciuta attenzione per prevenire, per quanto possibile, il sorgere nella nostra regione di nuovi focolai epidemici”, ha poi aggiunto lo stesso.

Riaperture regioni Fase 2, De Luca ancora contrario

In attesa che le decisioni del Governo in merito alle riaperture delle regioni vengano formalizzate, De Luca non ha nascosto di trovare irrazionale la scelta di trattare tutto il territorio italiano allo stesso modo in questa fase. Secondo il Presidente, difatti, l’Esecutivo dovrebbe valutare l’ipotesi di limitazione della mobilità per tutte quelle regioni dove i contagi sono ancora alti.

Non ha fatto nomi De Luca, ma ha parlato di decisioni prese non per criteri “semplici e oggettivi” ma sulla base di “spinte e pressioni di varia natura”. A tal proposito lo stesso ha dichiarato: “Si poteva decidere semplicemente che i territori nei quali nell’ultimo mese c’era stato un livello di contagi giornalieri superiore a un numero prefissato – 200, 250, 300 – fossero sottoposti a limitazioni nella mobilità per un altro breve periodo. Se la mia regione avesse ancora oggi un livello di contagio elevato, non esiterei a chiederle io, per un dovere di responsabilità nazionale”.

Il governatore avrà pure deciso di non puntare esplicitamente il dito contro nessuno, ma il riferimento alle regioni del nord più colpite dalla pandemia sembra essere molto chiaro.

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