Riaperture, centrodestra e renziani in pressing su Draghi 

Ma Speranza avverte: “Non bruciare le tappe”. E cita il "caso" Sardegna

Inizia a salire l’asticella della tensione nel nostro Paese in scia alle restrizioni in atto che hanno colpito alcuni settori più di altri. Ieri le vie del centro della Capitale sono state ancora teatro di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine in tenuta antisommossa, in occasione del sit in non autorizzato “Io apro”.

Siamo tutti un autogrill”, “Libertà, libertà”, “Vogliamo solo lavorare”, “dalla padella Conte alla brace Draghi”,  solo alcuni degli slogan scanditi a gran voce dai manifestanti che si sono dati appuntamento ieri a Roma per un’altra giornata di proteste. Molti i manifesti funebri che annunciano la morte di palestre e piscine.

Ristoratori e vari movimenti autonomi ancora in piazza. Piazza Montecitorio e dintorni completamente interdette dalla polizia con i manifestanti che sono stati fatti confluire in piazza San Silvestro dove non sono mancati lancio di petardi, bottiglie di vetro e oggetti vari.

Tradotto: la gestione dell’emergenza sanitaria sta diventando un problema sempre più sociale. Bisogna disinnescare in fretta una bomba ad orologeria pronta ad esplodere.

CENTRODESTRA E RENZIANI, PRESSING SU DRAGHI – Dalla curva dei contagi arrivano piccoli segnali di miglioramento e la bella stagione in arrivo è un altro fattore da sfruttare. Lo schema è sempre il medesimo: ala rigorista vs aperturista, guidata da centrodestra e renziani che chiedono di anticipare le aperture di alcuni settori già dalla seconda metà di aprile. Con il ripristino della zona gialla, arriverebbe la conseguente apertura dei ristoranti, almeno a pranzo, ma anche di musei, cinema e teatri, con ingressi contingentati.

Granitica la posizione del Premier Draghi che – ben cosciente che la riapertura graduale è uno step necessario – ha fatto sapere che sarà comunque la curva dei contagi a dettare la linea e che tutto avverrà sotto il segno della massima cautela.

Sulla linea della prudenza anche il Ministro della Salute Speranza.  “Molta gradualità e attenzione, non dobbiamo bruciare le tappe“, spiega a Che Tempo che Fa citando l’esempio della Sardegna, passata da zona bianca a rossa in appena tre settimane.

“Maggio sarà il mese delle riaperture”, fa sapere la ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini. Che spiega: “Ad aprile abbiamo utilizzato il poco di agibilità guadagnata riaprendo le scuole e facendo ripartire i concorsi: dal 20 aprile ci sarà un punto in CdM per valutare la possibilità, sulla base dei contagi e dell’andamento del piano vaccinale, di qualche segnale di apertura già da subito; ma maggio sarà il mese della ripartenza: quindi tutti i ministeri sono al lavoro,stanno costruendo i protocolli per poter ripartire”.

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