Riapertura, scuola nel caos: rischio falsa partenza?

A pochi giorni dal 14 settembre tante le incognite e i nodi da sciogliere con la curva dei contagi che spaventa l'esecutivo

Se fino a qualche giorno fa la riapertura delle scuole in presenza il prossimo 14 settembre era considerato un obiettivo assolutamente alla portata, la curva dei contagi che è tornata a salire (ieri sono stati registrati 642 casi) rischia di rovinare i piani del Governo.

Tante ancora le incognite: dall’uso della mascherina nelle classi, al protocollo da seguire nell’eventualità in cui si verifichino contagi passando per la non meno delicata questione della consegna dei banchi monoposto, alcuni dei quali arriveranno solo ad ottobre.

RISCHIO FALSA PARTENZA – Tra l’altro, ammesso e non concesso che si riesca a partire, la verità è che la probabilità che si debba richiudere resta sul piatto.

Il prossimo 29 agosto, intanto,  il Comitato Tecnico Scientifico si riunirà per analizzare gli indici epidemiologici del Coronavirus, con un bilancio regione per regione sull’andamento dei contagi. Due giorni dopo ci sarà invece una Conferenza internazionale promossa dall’Oms Europa – cui parteciperà anche il ministro della Salute, Roberto Speranza – che ha all’ordine del giorno proprio la riapertura delle scuola in sicurezza.

Al momento, non è azzardato dire che regna ancora il caos.  Ad alzare l’asticella della tensione ci hanno pensato le parole “sibilline” pronunciate da Walter Ricciardi, professore di Igiene dell’Università Cattolica e consulente del Ministero della salute che, durante la trasmissione Agorà Estate, ha detto che prossime elezioni e riapertura delle scuole possono “essere a rischio” “se la circolazione del virus riaumenta”.

“Dobbiamo mettere sotto controllo questa curva epidemica che si è rialzata. Da noi – ha proseguito – si è rialzata poco. Ma in altri Paesi come la Spagna o la Croazia si è rialzata moltissimo. In quei Paesi oggi non si potrebbe votare. In Italia ancora sì, e a maggior ragione si potrà votare se tutte le fasce di età, soprattutto quella tra i 20 e i 40 anni, modificheranno positivamente i propri comportamenti. Se questo viene fatto sicuramente si potrà andare a votare e sicuramente si potrà riprendere la scuola. Se invece questo non succede e la circolazione del virus riaumenta – ha concluso Ricciardi – ci troveremo nelle condizioni, come in altri paesi, in cui queste attività sono messe a rischio”.

Una dichiarazione che in pochi minuti ha fatto discutere non poco con Ricciardi che ha subito precisato: “Mai detto che la riapertura è a rischio, mi riferivo ad altri Paesi”.

 

 

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