Italia, si va verso la riapertura delle frontiere con l’Europa: la decisione

Con il prossimo Decreto legge dovrebbero essere eliminate le restrizioni all'ingresso dei cittadini europei

Non solo mobilità interregionale. Il Decreto Legge che il Governo dovrebbe approvare tra la nottata di oggi e la mattinata di domani, per poi farlo arrivare nel minor tempo possibile sui banchi della Camera dei Deputati e del Senato dovrebbero essere presenti delle norme per la riapertura dei confini esterni dell’Italia.

Al culmine dell’emergenza, tanto l’Italia quanto gli altri Paesi europei avevano deciso di ristabilire dei controlli alle frontiere e decretare un periodo di quarantena di 14 giorni per chiunque venisse dall’estero. Dal 3 giugno, almeno secondo le indiscrezioni che arrivano da Palazzo Chigi, non dovrebbe più essere così. L’Italia, come gli altri Paesi dell’Area Schengen, punta a riaprire (magari parzialmente) le frontiere già a partire dalla prima settimana di giugno, in concomitanza con la possibilità di spostarsi liberamente da una regione all’altra.

Riapertura frontiere post-Coronavirus: cosa prevede il decreto

Stando ad alcune voci che circolano con sempre maggiore insistenza, dal 3 giugno i cittadini dei Paesi dell’Area Schengen (compresi il Principato di Monaco e la Svizzera) potranno entrare in Italia senza controlli e senza la necessità di trascorrere un periodo di 14 giorni in quarantenza

Una mossa che, nei piani del Governo, dovrebbe essere propedeudica a sostenere la domanda turistica nel nostro Paese. Come sottolineato più volte dal Premier Conte nelle varie conferenze stampa delle ultime settimane, il settore turistico genera una fetta sostanziale del PIL italiano (variabile tra il 13% e il 15%, se si tiene conto anche del fatturato generato dall’indotto) e il solo bonus vacanze presente nel Dl Rilancio non sarebbe sufficiente ad attutire il crollo registrato negli ultimi mesi.

Decisione continentale

Il nostro Paese, ovviamente, non sarebbe l’unico a prendere una decisione di questo genere. La stessa Commissione Europea starebbe valutando il momento migliore per ristabilire la libera circolazione delle persone all’interno dei confini comunitari, senza che ci sia bisogno di controlli doganali e sanitari.

Nei giorni passati si era fatta strada l’ipotesi che i Paesi europei potessero sottoscrivere degli accordi bilaterali per la riapertura “selettiva” delle frontiere. Ciò avrebbe portato alla creazione di corridoi turistici estivi che, a una prima occhiata, avrebbero penalizzato Paesi come Italia e Spagna dove l’emergenza COVID-19 si è fatta sentire con maggior forza.

Pare, invece, che questa ipotesi sia stata accantonata e toccherà all’Ecdc, l’Agenzia Ue per le malattie, valutare l’evoluzione epidemiologica nei vari Paesi dell’Unione e stabilire quale sia il momento migliore per riaprire

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