Renzi vuole Draghi: anno nuovo, Governo nuovo?

Il leader di IV continua a bocciare il Recovery Plan con lo scontro pronto ad accendersi all'Epifania che tutte le feste porta via. Non la crisi

Matteo Salvini spina nel fianco del Conte-bis? Contro ogni pronostico – e logica – il Matteo che ha provato e proverà a rovinare la festa al Presidente del Consiglio è un altro.

La conferma – qualora ce ne fosse ulteriore bisogno – è arrivata ieri durante l’intervento di Matteo Renzi al Senato che ha dato via libera alla manovra da 40 miliardi: “Italia viva dice sì alla manovra-  ha detto il  Senatore di Rignano sull’Arno –   per lealtà istituzionale ma denuncia i tempi compressi al Senato e afferma che dal rispetto delle forme democratiche deriva la credibilità delle istituzioni che viene messa duramente alla prova”, ha affermato Renzi.

“A chi ci viene a dire siete irresponsabili perché mettete in discussione la stabilità, rispondo che io ho lavorato perché si proseguisse l’esperienza di legislatura perché pensiamo sia un valore la stabilità ma c’è una differenza epocale tra la stabilità e l’immobilismo. Il leader di IV è poi tornato a ribadire la necessità di ricorrere ai fondi del Mes per la sanità.

Il messaggio è chiaro e tutt’altro che sibillino: o il Presidente del Consiglio aprirà alla linea dettata da Renzi o l’ex Presidente del Consiglio si tirerà fuori. 

Una sfida anche dialettica a colpi di citazioni tirando in ballo lo statista Aldo Moro. “La verità illumina e dà coraggio” dice Matteo, citando Moro in Senato. “Gli ultimatum non sono ammissibili in politica”  replica Conte in diretta tv che assicura che qualora dovesse venire meno la fiducia di un partito la strada è una sola: andare in Parlamento.

Tradotto: “Non voglio credere che in una scenario del genere si arrivi alla crisi”, ma se ci si arriva sono pronto alla sfida.

IL PIANO DI RENZI – Stando ad alcune indiscrezioni stampa, quello di Renzi non sarebbe un bluff ma una strategia con l’obiettivo di aprire la crisi per sostituire Conte con Mario Draghi, una figura che metterebbe d’accordo tutti. Pd compreso.

CONTE PRONTO ALLA SFIDA – La partita, delicatissima, è appena cominciata e il leader di IV ha più di qualche asso nella manica. A fare da ago della bilancia, senza dubbio, il Recovery fund. Ed è per questo che è urgente la sintesi politica, ha ribadito ieri il Premier durante la consueta conferenza stampa di fine anno, che annuncia un Cdm nei primi giorni di gennaio, poi il confronto con le parti sociali e un passaggio in Parlamento per avere il progetto definitivo a metà febbraio.

Tempi lunghi. Troppo. Per uno scontro pronto ad esplodere all‘Epifania che tutte le feste porta via. Non la crisi. 

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