Renzi, terza ondata e riapertura scuole: tutte le incognite di Conte

Tante le questioni aperte pronte a guastare la festa al Presidente del Consiglio

Il primo ostacolo sul cammino del Governo ha un nome e un cognome, quello del leader di IV Matteo Renzi che a pochi giorni dal Natale ha deciso di provare a guastare la festa di Conte.

Dal Mes alla gestione del Recovery Fund che passa per la bocciatura della cabina di regia, le richieste dell’ex Presidente del Consiglio sono chiare, messe addirittura nero su bianco in una lettera pubblicata integralmente su facebook dallo stesso Renzi che ha deciso di giocare a carte scoperte.

Comunque vogliate chiamarlo, l’ultimatum è servito e da IV si attendono risposte concrete entro il 6 gennaio. Oppure il Governo va a casa.

Il Presidente del Consiglio – che ieri sera ha parlato di nuovo agli italiani per comunicare la nuova stretta in vista delle festività di Natale – prova a gettare acqua sul fuoco ma la bomba è lì, pronta ad esplodere.

Ma questa non è la sola grana. Se infatti l’epilogo della querelle con Renzi dipende da cosa deciderà di fare il Premier, se accogliere o no le sue richieste sperando in un punto di mediazione, l’altra variabile è impossibile da prevedere. Gran parte degli esperti infatti sono concordi nel dire che la terza ondata è pressochè certa tanto che l’introduzione di misure più restrittive non sarebbe un modo per scongiurarla quanto più di arginarla. La linea è sottile ma fa la differenza.

Il Paese è economicamente in sofferenza ormai da mesi e una nuova ondata, che potrebbe essere persino più violenta, finirebbe per mettere in ginocchio gran parte dei settori che in questi mesi seppur con grandi difficoltà hanno tenuto botta.

Infine, l‘incognita scuola con la Ministra Azzolina che continua a ripetere che si ripartirà dal 7 gennaio. Gli esperti, però, frenano.

Senza contare che gennaio e febbraio sono tradizionalmente i mesi più duri per l’influenza stagionale che in quel periodo raggiunge il picco.  “Ci aspetta un inverno tra i più bui che il nostro Paesi ricordi, serve unità“, ha detto ieri senza giri di parole il Ministro Boccia.

L’augurio è che passi in fretta e – complice l’avvio della campagna vaccinale – possa vedersi uno spiraglio di luce già in primavera.

 

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