Renzi e il placet al Recovery Fund di Macron: “Viva l’Europa”

L'Ue metterà a disposizione di tutti i Paesi un altro strumento “importante”. Senza la Bce, spiega Renzi, l'Italia sarebbe fallita

Renzi dà il suo placet al Recovery Fund. Nella sua consueta e-news e durante la trasmissione “L’aria che tira” su La7, il leader di Italia Viva spiega che il Recovery Fund è la soluzione giusta e l’Ue ha già deciso: la discussione ancora in atto è solo una “pantomima”, questo il succo del suo discorso.

Renzi si dice “molto ottimista”. Il progetto del Recovery Fund lanciato dal presidente francese Macron, che l’Italia “giustamente” condivide, passerà giovedì. E dunque l’Europa metterà a disposizione di tutti i Paesi un altro strumento “importante”. Senza la Bce, spiega Renzi, l’Italia sarebbe fallita. “Il Patto di Stabilità non c’è più. Il progetto SURE sulla disoccupazione è un grande passo in avanti. Il Recovery Fund da mille miliardi aiuterà il nostro Paese”.

Il MES senza condizionalità

“Ovviamente”, prosegue Renzi nel suo ragionamento, il Mes senza condizionalità ci permetterà di avere 37 miliardi da spendere sulla sanità.

“È chiaro che i Cinque Stelle sono divisi e devono fare la voce grossa. Ma il finale di questa storia è già scritto. Ed è un finale positivo. Viva l’Europa che aiuta l’Italia, viva l’Italia che crede nell’Europa”.

Come ripartire

Sul piano nazionale, invece, l’attenzione del leader di IV si concentra sulla necessità della ripartenza. Ogni settimana che perdiamo costa 10 miliardi di euro al Paese, sottolinea. “Dobbiamo riaprire: riaprire con intelligenza, riaprire con le mascherine, riaprire facendo i test ai lavoratori. Siamo fermi da troppo tempo e gli altri Paesi europei sono stati più flessibili di noi sulla produzione industriale”.

Il rischio reale, anzi già alle porte, è che se non riapriamo subito interi settori dell’economia saranno “distrutti” dalla concorrenza degli altri Paesi, anche nostri vicini. E avremo migliaia di famiglie “disperate” per la perdita dei posti di lavoro.

“La pandemia rischia di trasformarsi in carestia: noi lo stiamo dicendo da settimane. Sento che finalmente il clima sta cambiando. Non mi interessa che ci diano ragione, mi basta che ci diano ascolto. Se non ci sbrighiamo, la conferenza stampa quotidiana delle 18 con il numero dei contagiati sarà sostituita da una conferenza stampa quotidiana con il numero dei fallimenti. E non c’è niente su cui scherzare”.

Inutile negare che per mesi e forse anni dovremo convivere con il virus. E quindi dovremo essere flessibili e intelligenti. Può darsi che esploderanno, nei prossimi mesi, nuovi focolai. “Nel caso dovremo essere molto rapidi a fare subito blocchi e zone rosse serie, territorialmente circoscritte. Ma non possiamo bloccare tutto per sempre. Ora è tempo di tornare a vivere”.

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