Renzi prepara l’uscita dal PD. Governo a rischio?

L'ex premier pronto allo strappo prima della Leopolda verso una formazione di Centro

L’uscita di Matteo Renzi e dei suoi fedelissimi dal Pd si consumerà presto, prima del previsto. Ci si attendevano sviluppi alla Leopolda, ormai classico rendez-vous dei ‘renziani’ a metà ottobre, ma lo strappo si consumerà prima, già nei prossimi giorni. Renzi è pronto a raggiungere Calenda e Richetti, già usciti dal Pd, per dare vita ad una formazione di Centro che possa risultare appetibile anche per Forza Italia. Ma ovviamente il tutto rischia di ripercuotersi sul governo, visto che i parlamentari Pd sono stati scelti a suo tempo proprio dall’allora segretario renzi e non da quello attuale, Zingaretti.

“Ormai l’idea è nell’aria e non la si ferma”, spiega l’ex premier ai suoi come riporta Il Messaggero, “sento l’entusiasmo della nostra gente. E non farò di certo un partito di centro o una nuova Margherita. Farò un partito totalmente innovativo, una cosa che non si è mai vista in Italia”. In tre parole: “Farò una renzata”. Renzi viene descritto “gasatissimo” e “decisamente in palla”. Impegnato a lavorare al nome della sua nuova creatura, i cui due nomi che al momento girano sono Italia del sì e Italia in crescita.

Gruppo autonomo
L’obiettivo è quello di entrare in completa autonomia tra gli azionisti della nuova maggioranza, con tanto di capodelegazione nel governo: la ministra all’Agricoltura, Teresa Bellanova. Con la possibilità, perciò, di incidere sia nelle scelte che di volta in volta dovranno essere compiute dall’esecutivo, sia nella partita delle nomine che si aprirà in primavera quando dovranno essere scelti i nuovi vertici di Eni, Enel, Leonardo, Poste, Terna, etc. “Mi bastano una ventina di deputati – ha detto l’ex premier – per fare gruppo alla Camera e a palazzo Madama una decina di senatori che, se riusciamo a far passare un’interpretazione estensiva del regolamento del Senato, utilizzando ad esempio il simbolo del Psi di Nencini o quello di Scelta civica che si sono presentati alle elezioni, potranno costituire un gruppo autonomo pure lì”.

Governo a rischio
Ovvio che la scissione avrà ripercussioni anche sui gruppi parlamentari, e dunque anche sul governo Conte-bis. “Conte già l’ho sentito e gli ho spiegato che la mia è un’operazione in amicizia che non vuole in alcun modo mettere a rischio di nuovo governo – ha detto Renzi -. E aggiunge: “Però nei prossimi giorni voglio incontrare personalmente Conte per dargli tranquillità. E se non sarò io, sarà Marattin a incontrare Di Maio per rasserenare pure lui. Noi scherzi non ne facciamo”.
Di certo ora la ‘golden share’ sul governo ce l’ha Renzi, e sarà lui a decidere se e quando staccare la spina.

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