Regioni, caos ripartenza: scontro sul passaporto sanitario

Il Ministro Boccia stoppa: è "contro la Costituzione", ma al Sud si tema "l'invasione" di cittadini da zone ad alto rischio. Il Governo prende tempo

Monta la polemica in vista del 3 giugno quando cioè – supportati dai dati che ad oggi confortano –  dopo oltre due mesi e mezzo, dovrebbe arrivare il via libera alla circolazione tra diverse Regioni (ancora da sciogliere l’incognita per le sorvegliate speciali Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte).

Nel frattempo, è scoppiato lo scontro tra le Regioni del nord ovest, con il sindaco di Milano Giuseppe Sala in testa, e quelle del centrosud, preoccupate dal possibile liberi tutti e dall’arrivo in massa di cittadini da territori “ad alto rischio”.

In particolare, è caos sul Passaporto sanitario chiesto da alcune Regioni, Sardegna in testa, tolta però dal campo dal Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia.

LO STOP DI BOCCIA – “Rileggete l’articolo 120 della Costituzione: una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone. E poi se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono”, ha detto in audizione alla Commissione Federalismo fiscale della Camera. “Nei prossimi giorni con l’ultimo click che riporterà il Paese a muoversi ci dovrà essere anche quello del buonsenso. Se tutte le regioni ripartono senza distinzioni sul profilo dei cittadini di ogni regione, la distinzione tra cittadini di una città rispetto all’altra non è prevista, se siamo sani ci muoviamo. Diverso è prevedere una fase di quarantena, ma non siamo in quella condizione. E anche in quel caso ci vuole un accordo tra le parti”, aggiunge Boccia.

 

LA SARDEGNA INSISTE –   Dal Ministro Boccia non ci saremmo aspettati l’inutile litania neocentralista che vuole riaffermare una supremazia prepotente dello Stato rispetto alle Regioni nell’architettura della Repubblica come definita da novellato titolo V”. Queste le parole del Governatore della Sardegna Christian Solinas che vuo,e un’estate Covid-free e va in pressing:”Dal ministro ci saremmo aspettati, a pochi giorni dal 3 giugno, una proposta di soluzione chiara sulle riaperture tra Regioni”.

 

GOVERNO TEMPOREGGIA – Si continua a procedere con cautela e per step: oggi saranno disponibili i dati del monitoraggio nazionale sulle regioni relativo alle aperture dello scorso 18 maggio ma gli esperti hanno chiesto ulteriori 24-36 ore per poter valutare anche i numeri relativi al weekend scorso, quello delle immagini della movida. Nessuna decisione sarà presa prima di domenica e sul piatto resta l’opzione, con l’occhio puntato alla curva dei contagi, di far scattare zone rosse ad hoc. 

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