Reddito di inclusione, si parte: dal primo dicembre si possono presentare le domande

Come ottenerlo, requisiti e cifre della misura contro la povertà

(Teleborsa) La lotta alla povertà, si sa, è uno dei punti di maggior evidenza al centro dell’agenda politica italiana.

PATTO DI FERRO – Tutto è pronto per il “debutto” di questa sorta di patto tra le Istituzioni, chiamate a fornire il sostegno economico necessario e i componenti dei nuclei familiari che si impegnano in un “progetto”; nella ricerca del lavoro, di un percorso di studi e della cura della propria salute. Una delle emergenze del nostro tempo è sicuramente la povertà con il governo chiamato a porre rimedio e a dare una netta e decisione inversione di tendenza. Numeri, quelli sulla povertà che raccontano lo stato delle cose in Italia e fanno paura ogni giorno di più. A contrastare la povertà ci pensa il REI,  il reddito di inclusione che debutta il primo dicembre.

COME RICHIEDERLO – I cittadini potranno richiederlo  presso il Comune di residenza o eventuali altri punti di accesso che verranno indicati dai Comuni. Si compone di due parti: un beneficio economico erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà, predisposto sotto la regia dei servizi sociali del Comune.

E ADDIO SIA! – Dal 1 gennaio 2018 il Rei sostituirà il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) e l’Asdi (assegno di disoccupazione). Dal primo luglio 2018, inoltre, verranno meno tutti i requisiti familiari e la misura diventerà universale a tutti gli effetti.

I REQUISITI – Ad oggi è previsto che il nucleo deve trovarsi in almeno una delle seguenti condizioni: presenza di un minorenne; presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore o un suo tutore; presenza di una donna in stato di gravidanza accertata; presenza di un componente che abbia compiuto 55 anni con specifici requisiti di disoccupazione (da gennaio tutti i disoccupati over 55 saranno eleggibili).

I REQUISITI ECONOMICI – Il nucleo familiare deve essere in possesso congiuntamente di: un valore Isee in corso di validità non superiore a 6mila euro; un valore Isee non superiore a 3mila euro; un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro; un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10mila euro (ridotto a 8mila euro per la coppia e a 6mila euro per la persona sola).

INCOMPATIBILE CON NASpI – Inoltre, per accedere al Rei è necessario che ciascun componente del nucleo familiare non percepisca già prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (NASpI), o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria, e che non possieda autoveicoli o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta.

FINO A 485 EURO – Il beneficio economico varia in base al numero dei componenti il nucleo familiare e dipende dalla risorse economiche già possedute dal nucleo. Si va da un beneficio massimo mensile di 187,5 euro per un nucleo formato da un solo componente ai 485,41 euro mensili per un nucleo di 5 persone (con l’approvazione della legge di bilancio il massimale del beneficio verra’ incrementato a 534 euro circa). Il beneficio verro’ concesso per un periodo massimo di 18 mesi e se necessario potrà essere rinnovato per ulteriori 12.

A Milano si stima ne beneficeranno oltre 5.000 famiglie, un numero triplicato rispetto a quante sono state aiutate con il Sia, Sostegno di inclusione, che ha preceduto il Rei in forma sperimentale. “Oggi con la introduzione del Rei – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – siamo di fronte a un fatto decisivo e cruciale anche per Milano, che in questi anni ha fatto da supporto utilizzando risorse proprie. In sei anni siamo passati da 18 a 38 milioni di euro impiegati per il sostegno al reddito di anziani, famiglie, persone con disabilità e adulti in povertà perché lasciati fuori dal mercato del lavoro. Con il Rei stimiamo di poter raggiungere circa 5.000 beneficiari. Questo non sarà però solo un contributo per uscire dalla difficoltà quotidiana ma soprattutto uno strumento per uscire dalla povertà stringendo con noi un patto per ritrovare l’autonomia. Non un ricatto sulla base di un contributo ricevuto, ma una alleanza per non averne più bisogno”.

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