Recovery Plan, confronto Conte-Confindustria: le richieste degli Industriali

Dagli industriali arriva una richiesta chiara, quella cioè di coinvolgere le parti sociali nella governance del Recovery Plan

(Teleborsa) – Mentre la crisi di Governo entra nel vivo, prosegue il confronto aperto tra Presidente del Consiglio Conte e parti sociali sul Recovery Plan: dopo quello con i sindacati di venerdì 22 gennaio, oggi è stata la volta di Confindustria. Collegato in videoconferenza il numero uno degli industriali, Carlo Bonomi. Per l’esecutivo partecipano i ministri dello Sviluppo economico, Patuanelli, dell’Economia, Gualtieri, del Lavoro, Catalfo, della PA, Dadone, degli Affari Ue, Enzo Amendola, del Sud, Provenzano.

“Questo non è un piano del Governo ma del sistema-Italia, quindi deve essere ampiamente condiviso e costruire le basi per ricostruire e trasformare il Paese garantendo una robusta ripresa, una più efficace resilienza e la realizzazione delle riforme che valgano a superare le carenze strutturali del Paese e migliorarne la competitività”, ha ribadito il Premier sottolineando che “l’obiettivo è offrire una pronta ripresa al Paese, dopo questi mesi di sofferenza e recessione economica”.

Dagli industriali arriva una richiesta chiara, quella cioè di coinvolgere le parti sociali nella governance del Recovery Plan. Per gli industriali guidati da Carlo Bonomi “la governance necessaria per una puntuale ed efficiente realizzazione del Piano, ad oggi non ancora delineata” dovrebbe “prevedere modalità di confronto strutturato e continuativo con le parti sociali e un loro coinvolgimento lungo tutto il processo di esecuzione dei progetti”. Confindustria ha quindi manifestato al Premier “la piena disponibilità a continuare su questa metodologia di confronto al fine di rendere efficace e credibile il PNNR nell’interesse del Paese”.

Nel ribadire che il Recovery plan rappresenta “un’occasione storica e irripetibile per il Paese” ma, allo stato attuale, non è conforme “con le linee guida indicate dalla Ue”, l’associazione degli industriali ha indicato quattro priorità al Governo, chiedendo di affinare il piano indicando, nel dettaglio gli effettivi impatti sul PIL.

“Lo scorso luglio Confindustria – ha spiegato ancora l’associazione – ha trasmesso al Governo una proposta dettagliata che coniuga, in un unico obiettivo, la riforma degli ammortizzatori sociali e quella delle politiche attive del lavoro, aprendo al coinvolgimento delle Agenzie private. L’obiettivo della proposta è la valorizzazione del capitale umano e l’aumento dell’occupabilità, attraverso il potenziamento dell’assegno di ricollocazione e il contratto di espansione”.

Dopo Confindustria, spazio alle altre sigle delle PMI che rappresentano artigiani e commercianti (tra le altre Confcommercio, Cna, Confartigianato e Confesercenti). Alle 11 è stata la volta di Confapi mentre, dalle 12 è iniziato il ciclo di riunioni con Confcommercio, Confersercenti, Confartigianato, Cna e Casartigiani. Nel pomeriggio, in programma l’incontro con il forum del Terzo settore.

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