Recovery Fund, nel mirino dell’Olanda le pensioni degli italiani

Non solo Quota 100, pugno duro dell'Olanda contro le pensioni degli italiani

Le pensioni italiane sono diventate argomento di trattativa al vertice del Consiglio europeo: l’accordo sul Recovery Fund non è ancora stato raggiunto e gli interventi (promessi o negati) sul sistema pensionistico italiano rischiano di influenzare notevolmente l’andamento degli incontri tra i leader in Ue.

Recovery Fund, nel mirino le pensioni italiane

Giuseppe Conte, dopo aver incontrato Emmanuel Macron e Angela Merkel, può contare oggi sull’appoggio di Francia e Germania nei negoziati. La stessa solidarietà, invece, non è arrivata dall’Olanda. Il colloquio con il Premier Mark Rutte, seppur avvenuto in un clima sereno, non ha portato ai risultati sperati. Il primo ministro italiano, a seguito dell’incontro di venerdì sera all’Aja, ha ammesso che tra loro due non c’è stata “piena convergenza” ma, al contrario, sono emerse delle divergenze, sopratutto in merito alle condizioni di accesso al Fondo salva-Stati.

I Paesi Bassi e i paesi del Nord, di cui Rutte si è fatto portavoce, desiderano nello specifico che gli aiuti promessi dall’Europa all’Italia siano subordinati a riforme ben definite, con tempi di attuazione precisi e controlli rigorosi. Nel mirino dell’Olanda sarebbero finite le pensioni degli italiani, tant’è che è stato proposto il blocco della riforma pensionistica auspicata proprio in queste settimane dal Governo italiano e l’eventuale proroga di Quota 100.

Conte ha subito messo le mani avanti, sottolineando come troppe condizioni e paletti rischino – di fatto – di rallentare la ripresa italiana, eppure Rutte non sembra voler cedere sulla questione. La conseguenza, inevitabile, è che con un Parlamento ostile i negoziati rischiano di protrarsi oltre il tempo, e così i fondi di cui avrebbe bisogno l’Italia per ripensare ad una ripartenza dopo l’emergenza Covid rischiano di arrivare tardi.

Le richieste dell’Olanda

L’Olanda vuole assicurarsi che i fondi del Recovery Fund vengano usati dall’Italia seguendo le indicazioni Ue. Per questo motivo – fino a qualche giorno fa – Rutte aveva imposto come vincolo di accesso dell’Italia agli aiuti europei la possibilità di porre il veto a interventi e riforme del Governo italiano che non risultino in linea con i piani di Bruxelles.

Dopo il rifiuto di Conte di cedere a questa condizione, Mark Rutte, durante l’incontro avvenuto prima della riunione del Consiglio Europeo, ha comunque chiesto ulteriori garanzie all’Italia. Tra queste, appunto, la richiesta di procedere con una riforma delle pensioni solo se questa non aumenterà in alcun modo la spesa pubblica.

La mancata conferma di Quota 100 potrebbe non bastare. I falchi pare siano intenzionati a chiedere un intervento sull’età pensionabile, allungando la stessa e/o escludendo tutte le ipotesi di pensionamento anticipato come garanzia per l’accesso ai fondi dell’Unione Europea. Di fatto, quindi, non sarebbe da escludersi l’approvazione di una Fornero bis, ovvero una riforma pronta a rivedere il sistema pensionistico italiano proprio come è successo nel 2001.

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