Recovery Fund e vaccini in ritardo, caos Europa

A che punto siamo? E, soprattutto, quando arriveranno le prime risorse?

La strada che porta al tesoretto in arrivo da Bruxelles è stretta ed in salita. Come già successo sul fronte vaccini, non è affatto utopia (anzi) la possibilità che l’Europa debba rivedere la tabella di marcia sul Next Generation UE. Un intervento “monstre” chiamato a dare ossigeno alle economie degli Stati membri, pesantemente fiaccate dalla pandemia. Ma, si sa, tra il dire e il fare ci sono di mezzi tanti ostacoli, molti dei quali imprevisti che potrebbero rallentare (ancora) la corsa.

Su 27 Paesi europei, ben dieci devono ancora ratificare la decisione sulle risorse proprie (Estonia, Polonia, Ungheria, Austria, Finlandia, Romania, Paesi Bassi, Irlanda, Lituania per non parlare del “caso” Germania dopo lo stop in attesa del pronunciamento della Corte costituzionale tedesca).

Fatto che sta i  primi prefinanziamenti dovrebbero (condizionale è d’obbligo) vedersi a luglio nella migliore delle ipotesi, e solo per gli Stati che riceveranno semaforo verde Piano di ripresa e resilienza. Va da sè che la maggior parte degli Stati membri – tra i quali con grande probabilità anche l’Italia che il piano aggiornato deve ancora presentarlo – dovranno attendere settembre. Al netto di altre complicazioni.

A tracciare la roadmap il commissario Ue per il Bilancio, Johannes Hahn. Nelle scorse ore, infatti, la Commissione europea ha definito le linee guida della sua strategia per finanziare il maxi piano che, ha chiarito Bruxelles, si finanzierà direttamente sul mercato dei capitali e raccoglierà circa 800 miliardi di euro da qui alla fine 2026, equivalenti a circa 150 miliardi l’anno, trasformando l’UE in uno dei maggiori emittenti in euro. Tutti i prestiti saranno rimborsati entro il 2058.

Hahn che ha espresso “rispetto” per “tutte le disposizioni costituzionali” ha però ribadito di auspicare che l’iter delle ratifiche nazionali si concluda prima possibile.

Di “tempistica fondamentale” ha parlato anche il Vicepresidente della BCE Luis de Guindos, , presentando il rapporto annuale della Bce alla Commissione Affari economici dell’Europarlamento. Per l’implementazione del Recovery Fund ci vorrà tempo ma “dobbiamo evitare qualsiasi ritardo che possa intaccare questa percezione molti positiva di ciò che è stato realizzato”.

I MERCATI CI GUARDANO – L’accordo sul Next Generation Eu la scorsa estate – ha detto – “ha dato ai mercato il segnale chiaro che siamo pronti ad agire insieme” e “non bisogna sottovalutare l’importanza che la sua approvazione ha avuto sul sentimento degli investitori: a volte la percezione de mercati è molto più importante delle stesse misure concrete”

 OCSE AVVISA L’ITALIA – Intanto, tornando in casa nostra, arriva l’alert dell’OCSE. “La priorità chiave sulla ripresa” in Italia “è migliorare l’efficacia della Pubblica amministrazione”. E’ quanto afferma l’ente parigino nel sommario del Capitolo sulla Penisola del Rapporto Going for Growth 2021 (Obiettivo crescita). E questo miglioramento deve riguardare in particolare “la gestione degli investimenti pubblici – si legge – e rendere, al contempo, più efficaci l’assegnazione e il coordinamento dei compiti di attuazione delle varie politiche tra i diversi livelli di Governo”.
Secondo l’organizzazione questo rafforzamento di efficienza dell’apparato amministrativo “sarà essenziale per l’efficace utilizzo dei fondi disponibili” con il Recovery fund dell’Ue e per “realizzare i benefici delle riforme strutturali”.

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