Recovery, Autostrade e rebus proroga: settimana della verità per il Governo

Conte si gioca tutto in poche ore tra "fuoco amico" e opposizioni pronte a fare lo sgambetto

Sono almeno tre i dossier a dir poco ad alto rischio per il Governo guidato da Giuseppe Conte che promettono di infiammare la settimana che si è appena aperta. Pronti via si parte con Autostrade.

 

Nel weekend sulla scrivania dell’esecutivo è arrivata la nuova proposta di ASPI che porterebbe da 3 a 3,4 miliardi i risarcimenti, tra indennizzi e manutenzione straordinaria. Inoltre prevederebbe 7 miliardi di manutenzioni e 13,2 miliardi di investimenti. Ci sarebbe anche un abbassamento dei pedaggi sulla base del sistema regolatorio dell’Autorità dei trasporti. Nella proposta dell’azienda sarebbe anche indicata la volontà di aprire all’ingresso di nuovi soci, mentre non comparirebbero riferimenti a possibili modifiche del decreto Milleproroghe sul tema dei risarcimenti dello Stato all’azienda in caso di revoca della concessione. L’abbassamento delle tariffe sarebbe pari all’1,75% per tutta la durata della concessione.

 

Non è mistero che i Cinquestelle chiedono la “testa” dei Benetton (che controlla il 30% della società Atlantia che, a sua volta, possiede l’88% di Aspi ossia Autostrade per l’Italia) e nelle ultime ore la novità è senza dubbio che l’ipotesi di scendere sotto il 50% per fare posto a un investitore sostenuto dallo stato, Cdp – fondo F2i, non è più un tabù.L’offerta è arrivata nelle mani della Ministra delle Infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli, vagliata con i tecnici del ministero. Oggi ne parlerà con il Premier Giuseppe Conte che nei giorni scorsi aveva detto di attedersi “una proposta vantaggiosa” per lo Stato. Martedì il Consiglio dei ministri dovrebbe sciogliere il nodo sul destino di una bella fetta della rete autostradale italiana. Non si esclude, però, un possibile slittamento a mercoledì o giovedì.

 

“Io sono per la revoca” della concessione ad Aspi “con un piano preciso che riesca a supportarne la gestione”, è la posizione del presidente della Camera Roberto Fico, esponente di rilievo del M5S da sempre più ostile al mantenimento della concessione nelle mani della società del gruppo Benetton. “Mi interessa però affermare un principio dopo la tragedia del ponte Morandi: è finito il tempo in cui può succedere un disastro e chi ha la concessione di un bene pubblico pensa di farla franca, perché si sente proprietario di quel bene. I beni pubblici vengono affidati, chi sbaglia, va via”.

 

Intanto, anche il fondo australiano MacQuarie sarebbe interessato a giocare un ruolo di primo piano. Intanto arrivano inviti a fare presto anche dall’opposizione. L’orientamento, allo stato attuale, resta la revoca. 

 

C’ è poi la partita delicatissima che si giocherà in Europa con l’appuntamento del 17 -18 luglio quando si dovrà trovare la quadra su Recovery fund e bilancio pluriennale UE. Difficile che arrivi l’attesa fumata bianca. La settimana scorsa il Presidente del Consiglio si è speso nel mini tour europeo per cercare “alleati” in vista dell’approvazione del pacchetto. E se può contare sull’asse Spagna-Portogallo, molto più difficile il discorso per l’Olanda che tiene il punto.

 

“Non c’è piena convergenza ma c’è convergenza sulla necessità di una risposta europea, ci sono ancora alcune divergenze su cui possiamo lavorare. C’è confronto in un ottimo clima”. Queste le parole di Giuseppe Conte, al termine della sua missione all’Aja, dove ha incontrato il collega olandese, Mark Rutte.”L’Italia ha già iniziato a lavorare in una prospettiva di riforme strutturali e investimenti che portino a una ripresa. Non c’è dubbio che dobbiamo fare in modo che il Recovery plan sia effettivo e reale perché se lo infittissimo di condizionamenti che avrebbero effetto di rallentare la ripresa potrebbero diventare inefficaci ma non è questo lo spirito di questo progetto. Dobbiamo evitare di farci imbrigliare in una burocrazia che lo renda meno effettivo, quando tutti i Paesi lavorano per tagliare la burocrazia”, afferma Conte.

 

Nel frattempo, il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha proposto di mantenere intatta l’entità del Recovery Fund, a 750 miliardi di euro, e di confermare la proporzione tra trasferimenti a fondo perduto e prestiti, rispettivamente 500 e 250 miliardi. Lo ha spiegato lo stesso Michel presentando la proposta negoziale per raggiungere un accordo sul Recovery fund ed il bilancio Ue 2021-2027, al vertice del 17 e 18 luglio.

 

Ultimo, non per ordine di importanza la questione legata alla proroga dello stato di emergenza, ad oggi in scadenza il prossimo 31 luglio. Nelle scorse ore, il Premier Conte aveva lasciato intendere che ad horas sarebbe arrivata la proroga al 31 dicembre. Neanche il tempo di terminare la frase che è arrivato l’affondo di Salvini che ha accusato Conte (e il Governo) di voler i pieni poteri fino a fine anno. . Dopo aver preso tempo e corretto il tiro Conte ha chiarito che riferirà nei prossimi giorni in Parlamento in un dibattito che si annuncia a dir poco di fuoco.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Recovery, Autostrade e rebus proroga: settimana della verità per il G...