Rai: “Sciocco stop a Fazio, sì a privatizzazione”

Continua a tenere banco il caso Fazio, mentre per i dirigenti Rai i problemi sono altri

Primo, è “una sciocchezza lo stop a Fazio per dare spazio a Bruno Vespa. Ce ne sono tanti di giornalisti che sanno fare il suo mestiere in Azienda”. Secondo, “il consigliere Rai De Biasio, ha dato i numeri al lotto perché i dirigenti Rai sono 300 e non 600 e poi sono licenziabili eccome, a differenza di quanto ha affermato lui”. E terzo, “pur di togliere di mezzo tutte le idiozie e gli attacchi ingiustificati, siamo pronti anche alla privatizzazione. Abbiamo le capacità per stare sul mercato, basta che non ci vengano calate dall’alto leggi che minano la nostra capacità competitiva”.

Luigi Meloni, classe 1957, è entrato in Rai nel 1983, divenendo responsabile dei contenziosi giudiziari, vicedirettore delle Risorse Umane, capo della Direzione Immobiliare e Servizi Generali e oggi direttore del Coordinamento Sedi Regionali ed Estere, oltre che presidente di tutti i dirigenti Rai (Adrai). Meloni, dopo 40 anni di vita in Rai, ha voglia di parlare della sua Azienda e degli attuali vertici senza peli sulla lingua, e con il desiderio che venga trattata in modo diverso da quanto sta accadendo: “Bisogna avere rispetto per questa Azienda e per tutti coloro che ci lavorano dando l’anima”.

“L’amministratore delegato della Rai Salini e il direttore generale Matassino sono persone per bene e ottimi dirigenti ma non hanno autonomia sufficiente”, dice Meloni, esortando poi tutta la politica: “Lasciamoli lavorare!”. Quanto a Marcello Foa, osserva: “Non è assolutamente di garanzia, è condizionata dalla politica”.

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