Quirinale, tra voto e veti: nomi in lizza e “nodo” Governo

Draghi in risalita, veto Pd-Iv su Frattini. Spunta Elisabetta Belloni. Inizierà come ieri alle 15 il secondo giorno di voto per l'elezione del prossimo Presidente della Repubblica.

Inizierà come ieri alle 15 il secondo giorno di voto per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. La prima giornata si è chiusa  – come da pronostico – con la fumata nera e il trionfo delle schede bianche che sono state 672.

Tra voto e veti

Lunghissima per i partiti la notte appena trascorsa, impegnati in un tourbillion di colloqui che sembrerebbero comunque segnalare la volontà di lasciarsi alle spalle il muro contro muro alla ricerca di un nome che metta tutti d’accordoAllo stato, però, la soluzione è ancora lontana.  Manca, infatti, un candidato eleggibile con la maggioranza dei due terzi ma al momento non c’è intesa neanche su un nome che possa essere votato a maggioranza assoluta a partire da giovedì.

 

Oggi in programma due doppi vertici: uno del centrodestra con i leader e uno dei segretari di M5s-Pd e Leu. Il centrodestra presenterà oggi pomeriggio una rosa di candidati per il Quirinale.

Quirinale e Palazzo Chigi, partita doppia

Tra i più attivi, Matteo Salvini, al lavoro su più tavoli. C’è il dialogo avviato con Enrico Letta, innanzitutto su Draghi, le cui quotazioni sono in risalita ma la strada che dovrebbe portare l’ex BCE al Colle è piena di insidie: il muro per ora non si infrange, secondo diverse fonti Dem, arrivare a un’intesa è difficilissimo perchè il leader della Lega non ha mai nascosto che l’obiettivo – almeno nelle intenzioni – è trattenere Draghi a Palazzo Chigi. C’è poi il canale “gialloverde” con Giuseppe Conte, che più di lui frena sull’elezione del Premier al Colle, che sembra portare all’identikit della Presidente del Senato, Elisabetta Casellati. 

Da Casellati ad Amato, spunta Belloni

No a un profilo come quello di Franco Frattini per la presidenza della Repubblica: su questa linea ci sarebbe una sponda tra Matteo Renzi ed Enrico Letta. Lo si apprende da fonti di Iv e viene confermato da fonti del Nazareno. L’opinione condivisa – come testimoniano le dichiarazioni di queste ore di Pd e Iv – è che in una fase delicata per la crisi Ucraina serva un profilo di presidente della Repubblica “europeista e atlantista”.

Sparito dai radar nell’ultimo periodo, potrebbe tornare alla ribalta al momento giusto il nome di Giuliano Amato. 

A capo della nostra intelligence, diplomatica stimata anche all’estero, può vantare un profilo super partes, Elisabetta Belloni, il cui nome rimbalza ormai da giorni.

 

Mattarella resta in pista

Potrebbe toccare infatti proprio al Presidente uscente, Sergio Mattarella, salvare la faccia ai partiti qualora non si riuscisse a trovare la sintesi.  Gradito a una buona fetta dei Cinque Stelle, più che apprezzato dai Dem e da Leu, alla fine il centrodestra, in nome di una necessaria stabilità politica, potrebbe – ob torto collo –  potrebbe aprire, confermando così lo schema che in molti avrebbero voluto fin dall’inizio: Draghi a capo dell’esecutivo e Mattarella al Colle, in vista di un possibile passaggio di testimone solo rimandato.