Quanto costa il contratto di governo

Secondo alcune stime, il programma di governo di Lega e M5S potrebbe costare fino a 200 miliardi

Questo governo s’ha da fare: sembra di sentire uno dei “bravi” manzoniani acconsentire anche lui alla formazione del governo, dopo quasi 70 giorni di trattativa.

Questo governo però ha anche un’altra particolarità, oltre ai giorni di trattativa. È infatti un governo che nasce da un contratto: non da un patto o da una riunione, ma da un contratto redatto e divulgato già qualche giorno prima del colloquio con il Capo di Stato. Il contratto contiene il programma di governo, diviso per capitoli e punti di azione. Ovviamente, come tutti i programmi di governo, le azioni pianificate hanno dei costi che al momento sono stati valutati dal capogruppo alla Camera del M5S, Giulia Grillo, come 100 miliardi. Ha infatti dichiarato: “i 100 miliardi quantificati (…) non sono certamente annui, vanno spalmati nei 5 anni. La media dell’ammontare delle finanziarie annue sta sempre tra i 20 e i 30 miliardi quindi noi ci manteniamo assolutamente nella media”.

Scendendo nel dettaglio, il programma di governo contiene in particolare sette misure che avrebbero bisogno di finanziamento per essere attuate e sono la flat tax, il reddito di cittadinanza e rafforzamento dei centri per l’impiego, la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia (per evitare l’aumento automatico dell’Iva), l’eliminazione delle accise sulla benzina, la riforma delle pensioni, nonché le politiche per la famiglia e investimenti. Azioni non da poco.

L’Osservatorio sui conti pubblici, dell’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, ha fornito una prima stima del costo del programma. Per farlo ha ripreso altre analisi fatte in passato sui costi economici delle proposte. In base alla stima dell’Osservatorio, il costo oscillerebbe tra i 108,7 miliardi e i 125,7 miliardi. I 17 miliardi di differenza dipendono dalla voce “politiche per la famiglia” che, stando alle analisi, potrebbe prevedere risorse comprese tra zero e 17 miliardi.

Il “problema” è che i 108-125 miliardi non sono spalmati in 5 anni, ma sono annuali. In pratica, ogni anno andrebbero trovati tra i 108,7 e i 125,7 miliardi di euro per finanziare le misure su cui Lega e M5S hanno trovato un accordo. Solamente il reddito di cittadinanza ha bisogno ogni anno di 15 miliardi di euro, la flat tax porterebbe all’anno minori entrate per 50 miliardi. Infine la riforma delle pensioni porterebbe ad una spesa sociale per lo Stato di 8,1 miliardi ogni anno.

Le stime di Cottarelli non sono le uniche che circolano in questi giorni, ma sono certamente le più “ottimistiche”. Ad esempio per l’Inps di Tito Boeri, il reddito di cittadinanza costerebbe tra i 35 e i 38 miliardi di euro all’anno, così come potrebbe costare di più la modifica della legge Fornero sulle pensioni. Secondo visioni più pessimistiche, il costo totale del contratto di governo si spingerebbe verso i 200 miliardi di euro all’anno.

Ovviamente le misure possono essere diluite nell’arco della legislatura, mitigandone l’impatto economico. Le misure però potrebbero avere effetti negativi, facendo sprofondare il Paese nella recessione e nella crisi economica, anche se chi le propone è convinto del loro impatto positivo.

Negli ultimi tre anni l’ammontare delle leggi di bilancio è stato di quasi 28 miliardi nel 2017, 27 miliardi nel 2016 e oltre 35 miliardi nel 2015. Un costo ben sotto le stime previste per il programma proposto e sottoscritto da Lega e M5S. Vedremo se le stime avranno ragione.

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