Putin ricatta l’Ue, le sanzioni allentate fanno discutere

Putin mette l'Europa con le spalle al muro col gas, l'Ue e la Germania rispondono allentando le sanzioni provocando forti reazioni in Ucraina

La guerra in Ucraina va ormai avanti da cinque mesi esatti, 150 giorni di battaglia senza sosta e per la quale non sembra vedersi all’orizzonte una possibile conclusione. Nonostante il lavoro messo in campo dall’Europa e dalla Nato, dal Cremlino infatti non è arrivato neanche un passo indietro per l’operazione militare ai danni di Kiev, anche quando si sono alzati i muri più ripidi da affrontare, come le sanzioni.

Dopo cinque mesi di lotta ininterrotta, a fare il passo indietro è stata l’Europa, che dai prossimi giorni comincerà ad allentare le sanzioni che erano state comminate alla Russia. Decisione che, come prevedibile, ha sollevato venti di polemica provenienti dall’Ucraina e non solo.

Putin ha ricattato l’Europa

Quella messa in campo dalla Russia e dal presidente Vladimir Putin, a detta di molti, è stata la perfetta strategia di ricatto che ha portato l’Europa a rispondere proprio come il Cremlino voleva. Dopo dieci giorni di blocco delle forniture di gas attraverso Nord Stream, stop dovuto a presunta “manutenzione”, la posizione dell’Unione Europea sulle sanzioni ha cominciato a vacillare, con leggere aperture sulle quali Putin ha messo abilmente il piede per aprire nuovamente la porta per una ripresa economica della Russia (qui vi abbiamo parlato dell’ammissione di Putin sulle sanzioni).

Il presunto blocco, infatti, ha preoccupato e non poco l’Europa, che ha quindi deciso di allentare la presa sul Cremlino. Venerdì è quindi entrata in vigore una modifica al regime delle sanzioni favorevole a Mosca, perché rende più agevoli i pagamenti per le compagnie assicurative e altri operatori quando le russe Gazprom e Rosneft vendono gas e petrolio in Paesi terzi. Le modifiche introdotte a Bruxelles allentano i vincoli, ma rendono anche più semplice per la Russia registrare incassi da petrolio e gas da Paesi neutrali nel conflitto (qui vi abbiamo spiegato come Putin ha aggirato le sanzioni).

Sanzioni allentate e polemiche

Sul piano internazionale Vladimir Putin ha lanciato una vasta campagna di potenziamento delle alleanze riuscendo a mettere l’Europa con le spalle al muro. Dall’Iran alla Turchia, passando per i paesi arabi e la Cina, i legami vecchi e nuovi sono stati rinsaldati e rifinanziati soprattutto con i leader e movimenti populisti che stanno tentando di sovvertire gli equilibri politici in Europa. Grazie alla capacità del Cremlino di persuadere, Putin è dunque riuscito ad avere la meglio sui divieti, facendo in modo di aver tolto le sanzioni.

Ne è prova la consegna della necessaria turbina alla russa Gazprom da parte della Germania, situazione che non ha fatto piacere alla compagnia ucraina Naftogaz che col suo amministratore delegato Yuriy Vitrenko aveva commentato in modo tagliente la scelta di Berlino: “Putin sa che ricattare funziona e ora ne metterà in campo di nuovi”.

Dopo aver recentemente attaccato Di Maio, la Russia si è quindi concentrata a far girare la ruota dalla sua, con Vitrenko che ha assicurato che il passo indietro dell’Europa costerà un prezzo salato per il prossimo futuro e per l’equilibrio mondiale: “Aspettiamoci altri ricatti, chiederà altro e l’Occidente dovrà dimostrare fermezza. Spero che la Germania sappia cosa sta facendo”.