La mossa di Putin: un milione di rubli a chi fa dieci figli

Il capo del Cremlino ha annunciato l’introduzione di un cospicuo premio in denaro destinato alle madri che si impegneranno per accrescere la popolazione russa

“Una ricompensa di 5 lire per ogni figlio” di una famiglia composta da almeno 9 persone (compresi i genitori) e “un’agevolazione di 15 lire se viene battezzato con un nome patriottico scelto tra Benito, Italo, Vittorio Emanuele, Amedeo, Maria, Italia, Umberto, Ermanno e Arnaldo”. È il maggio del 1939 quando l’allora re d’Italia Vittorio Emanuele III – emulando la Croce d’onore per le madri tedesche voluta in Germania appena un anno prima dal cancelliere Adolf Hitler – promulga la legge numero 917 con cui viene istituita la Medaglia d’onore per le madri di famiglie numerose.

Un riconoscimento tanto formale quanto sostanziale che il capo del governo Benito Mussolini decise di destinare, a spese dello Stato, alle madri di famiglie costituite da almeno sette figli viventi oppure caduti in guerra o per la causa nazionale. Un sostegno – affiancato alla già presente “tassa sui celibi” – che veniva approvato dal presidente di ogni sezione provinciale dell’Unione fascista famiglie numerose, il quale rilasciava l’attestato e predisponeva le condizioni per l’erogazione dei sussidi.

Vladimir Putin premia le madri con molti figli: la scelta dello Zar per accrescere la popolazione russa

Sembra trascorsa un’eternità da quel periodo, in un’Italia in cui il tasso di natalità sempre più basso (1,7 nascite per donna nel 2019, dato diffuso dalla Banca Mondiale) preoccupa gli esperti, le coppie che scelgono di non avere figli sono sempre più numerose e le difficoltà economiche delle famiglie italiane impongono scelte forzate anche a chi avrebbe il desiderio di accrescere il numero della prole.

Eppure, basta volgere lo sguardo a Est e quel periodo così buio della nostra storia pare riproporsi anche oggi, con nuove sembianze e altri strumenti, ma pur sempre con la stessa finalità di allora: premiare le madri e i padri della Nazione che fanno di tutto per donare alla propria Patria nuove e giovani energie che – al momento opportuno – serviranno il proprio Paese impugnando le armi e combattendo contro il nemico.

Un milione di rubli alle madri che faranno dieci figli: la scelta di Putin per risollevare le sorti della Russia

Pare essere questa la volontà di Vladimir Putin, che ha annunciato l’introduzione di una nuova legge che prevede l’erogazione una tantum della somma di un milione di rubli (equivalenti al cambio attuale a poco più di 16 mila euro) da destinare alle “madri eroine” – così le ha ribattezzare in una recente conferenza stampa, riesumando un titolo che già esisteva ai tempi dell’Urss – che decideranno assieme al proprio coniuge di mettere al mondo almeno dieci figli. Un tentativo di invertire i numeri impietosi della Russia in tema di natalità, con il tasso di crescita che dal 2020 è fermo ad un desolante 0,04 per cento.

Proprio come volevano i due dittatori europei di inizio secolo, oggi l’intento dello Zar è dichiaratamente quello di rafforzare e rinvigorire “il grande popolo russo“: la speranza del capo del Cremlino è quella che moltissimi dei nuovi nati possano un giorno confluire nei ranghi dell’esercito di Mosca, impegnato senza sosta da quasi sei mesi nell’Operazione militare speciale (così viene definita da chi la sostiene) condotta contro l’Ucraina di Volodymyr Zelensky.