“Ve la diamo gratis”: bufera sulla pubblicità sessista. E il sindaco di Lizzanello fa scuola

Una ditta di pulizie nella provincia di Lecce è finita al centro delle polemiche per una pubblicità sessista: il Comune è intervenuto prendendo provvedimenti

Una ditta di pulizie ha pubblicizzato la sua attività con un’immagine sessista che ha scatenato non solo l’indignazione di diversi utenti sui social, ma anche la reazione del Comune di Lizzanello, a Lecce, dove l’azienda ha la sede legale. Sulla sua pagina Facebook, l’amministrazione ha annunciato i provvedimenti presi.

"Ve la diamo gratis": bufera sulla pubblicità sessista. E il sindaco di Lizzanello fa scuola

“Ve la diamo gratis”: bufera sulla pubblicità sessista. E il sindaco di Lizzanello fa scuola

“Ve la diamo gratis”, bufera sulla pubblicità sessista: la reazione del sindaco

La pubblicità della ditta di pulizie gioca su un volgare doppio senso: al fianco di una ragazza con indosso un costume da cameriera, la scritta “Ve la diamo gratis“, riferita alla “pulizia o sanificazione per un mese”, ma con forte allusione alla protagonista dello scatto. Fulvio Pedone, il sindaco del Comune di Lizzanello (Lecce) dove ha sede legale la società, non ha gradito e ha parlato di offesa “non solo per la donna, ma per tutta la cittadinanza“.

L’amministrazione, così, ha deciso di dotarsi urgentemente di un regolamento comunale contro sessismo e discriminazioni.

“Una pubblicità sessista – recita la nota diffusa dal Comune su Facebook – ha disturbato la quiete della nostra comunità. Un bizzarro richiamo alla donna, come archetipo retrogrado di genere sottomesso. Un errore ha richiamato Lizzanello quale località di appartenenza della società che ha sfruttato lo slogan sessista per il proprio business. Lizzanello ne è solo la sede legale, la compagine, per fortuna, è altrove”.

Il Comune ha quindi annunciato che sarà scritto un regolamento comunale “ispirato al rispetto dei principi fondamentali”, che “escluderà dalla negoziazione privata col Comune le imprese che si siano negativamente distinte per comportamenti sessisti, discriminatori e razzisti, oltre a negare ogni forma di affissione pubblicitaria di natura sessista”.

“Ve la diamo gratis”, bufera sulla pubblicità sessista: la posizione dell’azienda

Dall’altra parte c’è l’azienda chiamata in causa. Il responsabile legale ha dichiarato che l’intento della società non era quello di “lanciare un simile messaggio” e che “la locandina è stata realizzata dall’azienda che gestisce l’immagine della ditta che ha scelto uno slogan solo un po’ diverso, ma mai e poi mai possiamo essere tacciati di sessismo“.

“Peraltro l’80% del nostro personale – ha aggiunto – è composto da donne. A ogni modo dispiace dover constatare insulti e cattiverie. In un mondo civile non è questo il modo di manifestare il proprio dissenso e per dimostrare la nostra buona fede ci scuseremo con una lettera che sta preparando il nostro legale Andrea Maggiulli chiarendo, una volta per tutte, quest’equivoco”.

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