Proroga stato emergenza: Quirinale più lontano per Mario Draghi

Per molti anche, il segnale politico che Mario Draghi si è ufficialmente sfilato dalla corsa al Quirinale.

Alla fine è arrivata la proroga dello stato di emergenza al 31 marzo. Per molti anche, il segnale politico che Mario Draghi si è ufficialmente sfilato dalla corsa al Quirinale.

Stato di emergenza, con la proroga Colle più lontano

A dire il vero, lui, il diretto interessato, in questi mesi non hai mai proferito parola sull’ argomento ma in tanti sono pronti a giurare che abbia concretamente accarezzato l’ idea di lasciare la strada di Palazzo Chigi per imboccare quella del Colle. Insomma, stiamo parlando di qualcosa di più di una una semplice suggestione o indiscrezioni mediatiche.

E’ stato senza dubbio il suo, il nome più caldeggiato e tirato in ballo come naturale sostituto di Sergio Mattarella (che non ne vuole sapere di fare il bis, come auspicato da molti) ma anche quello che avrebbe comportato più problemi e lasciato troppe incognite sul futuro del Paese ancora alle prese con la lotta alla pandemia.

Da urne anticipate a Omicron, troppi ostacoli

L’approdo di Mario Draghi al Colle avrebbe quasi sicuramente aperto la strada alle urne anticipate. Tra l’altro proprio nel bel mezzo dell’attuazione del PNRR con Bruxelles che ci marca da vicino e ha individuato in Draghi il presidio ideale di autorevolezza e garanzia. Detto questo, anche qualora qualche residua chances fosse ancora sul piatto, a sbarrare definitivamente la strada all’ex BCE ci ha pensato la variante Omicron che ha sparigliato ancora una volta le carte in tavola.

Nel nostro Paese, la campagna di vaccinazione procede piuttosto spedita e siamo lontani dai numeri del Regno Unito cosi come della Germania o della Francia ma la curva dei contagi è in risalita e ieri si sono registrate 120 vittime, non succedeva dallo scorso maggio. Segno evidente che la guerra al “nemico invisibile” ma presente nelle nostre vite da ormai due anni è tutt’altro che vinta. Troppo rischioso rinunciare alla stabilità garantita da Draghi per aprire a scenari incerti.

Berlusconi ci crede

Non solo. Siamo così sicuri che il nome di Draghi avrebbe messo tutti d’accordo? In quest’ottica non va di certo sottovalutato che Silvio Berlusconi ha tutta l’intenzione di arrivare a dama e diventare l’ inquilino del Colle. Tanto che – secondo quanto ricostruito dal Fatto Quotidiano nelle scorse ore – avrebbe mandato un messaggio ai suoi fedelissimi dentro Forza Italia: “E chi ha detto che Forza Italia lo voterebbe al primo scrutinio?”. Tradotto: la strategia dell’ex presidente del Consiglio sarebbe stata quella di mettere i bastoni tra le ruote a una possibile elezione di Mario Draghi.

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