Presidenziali USA: Biden vola, Trump silurato da Facebook e Twitter

"Contenuti contengono affermazioni false e dannose su pandemia". I numeri non sono dalla sua, The Donald è in affanno nei sondaggi

La pandemia continua, purtroppo, a marciare a passo veloce negli Stati Uniti che nelle ultime 24 ore, hanno registrato 1.262 nuovi decessi legati alla Covid-19, secondo il conteggio di mercoledì della Johns Hopkins University. Una cifra vicino a quella del giorno prima che porta a quasi 158.000 il numero totale dei morti registrati nel Paese da quando il virus ha iniziato a diffondersi.

Nonostante i numeri non siano dalla sua (anzi), il Presidente americano, in affanno almeno nei sondaggi in vista delle ormai prossime elezioni presidenziali con il gradimento dell’avversario Biden che continua a crescere, prova a fare professione di ottimismo. “Stiamo facendo importanti progressi per quanto riguarda lo sviluppo di un vaccino” contro il coronavirus. “Penso che avremo il vaccino prima della fine dell’anno, forse molto prima della fine dell’anno”, ha detto nelle scorse ore durante una conferenza stampa.

Intanto, ancora frizioni negli Usa fra Trump e i social network, secondo i quali il presidente Usa ha fatto “disinformazione” sul coronavirus . Facebook ha rimosso un post della pagina del Presidente americano in cui si affermava che i bambini sono quasi immuni dal coronavirus. “Si tratta di contenuti che contengono affermazioni false e dannose che violano le nostre regole sulla disinformazione”, fa sapere il social.

Anche Twitter ha bloccato temporaneamente l’account della campagna di Trump, con la motivazione che contiene alcuni tweet che fanno disinformazione sul coronavirus.  Nel mirino soprattutto il post di TeamTrump in cui si sostiene che i bambini sono quasi immuni al Covid-19. Lo stesso già censurato da Facebook. I proprietari dell’account dovranno quindi eliminare quel post prima di continuare a twittare.

Insomma, tempi duri per il Tycoon che, in scia alla pandemia, deve fare i conti con un evidente calo di popolarità. A tre mesi dal voto del 3 novembre il finale è ancora tutto da scrivere in una partita che si gioca sulla politica degli opposti. Da un lato, la leadership responsabile di Joe, dall’altro quella bizzarra di Donald che non ne vuole sapere di cedere le chiavi della Casa Bianca e sono in tanti a scommettere che si inventerà qualcosa per tagliare il traguardo da vincitore. Al momento, lo scenario che sembra meno probabile, ma non impossibile. Anzi.

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