Poste Italiane replica a Sarri: la battuta del tecnico della Juve diventa un caso nazionale

Il tecnico della Juventus si è lasciato scappare una frase che non a tutti è andata giù, soprattutto a Poste. Che ha reagito così

La notizia potrebbe passare come una semplice “battuta” di costume, magari un po’ démodé ma lecita. E invece, è diventata un caso nazionale, che va ben oltre il semplice elemento sportivo assumendo una dimensione economica e sociale.

La frase “incriminata” di Sarri

Il tecnico della Juventus Maurizio Sarri, in conferenza stampa, si è lasciato scappare una frase che non a tutti è andata giù: “Se non volevo essere sotto esame facevo domanda alle Poste”.

E le Poste hanno immediatamente reagito, con tanto di nota sul proprio profilo Twitter ufficiale.

La replica di Poste Italiane

Poste Italiane ha invitato l’allenatore bianconero “a dedicare qualche minuto in più del suo prezioso tempo per informarsi che Poste è la più grande azienda dal Paese”.

“Poste viene scelta dai giovani laureati come una tra le aziende più attrattive in cui lavorare, è riconosciuta tra le prime 500 aziende al mondo per qualità della vita lavorativa. Ha realizzato una tra le migliori performance di Borsa nel 2019 e si colloca al terzo posto, a livello mondiale, tra le aziende italiane per immagine e reputazione”.

Insomma, gli esami, “contrariamente a quanto sostiene Sarri, alle Poste ci sono eccome, e l’azienda ne risponde ai cittadini, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni”, precisa Poste Italiane. “Lo aspettiamo per constatare di persona il nostro lavoro quotidiano, in una delle nostre 15mila sedi operative”.

Poste, utile e investimenti in crescita

Per quanto l’Antitrust abbia avviato un’istruttoria su Poste per pratiche commerciali scorrette, le cose per l’azienda vanno decisamente bene. Nel 2019 ha chiuso i primi sei mesi in crescita, con un utile netto pari a 1,083 miliardi di euro, registrando un +2,6% rispetto allo stesso periodo del 2018. I ricavi sono aumentati dell’1,7% a 8,089 miliardi, mentre i ricavi normalizzati (escluse plusvalenze e impatto IFRS 9) sono pari a 7,807 miliardi (+3,7%).

L’indice di Solvibilità (Solvency II) del Gruppo PosteVita è pari a 295% a settembre 2019 (a giugno 2019 era pari a 242%), risultando al di sopra delle previsioni di management.

Anche la spesa per investimenti spicca il volo giungendo a 389 milioni (+49,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) a supporto della trasformazione in corso prevista nel piano Deliver 2022 e in linea con le previsioni per il 2019.

“La trasformazione industriale, già implementata come parte del nostro piano strategico Deliver 2022 – ha sottolineato l’ad Matteo Del Fante – ha gettato le fondamenta per la crescita futura, focalizzata sull’innovazione e sulla customer experience. Stiamo diventando un’azienda dinamica con una forte componente nativa digitale, che supporta attivamente la vita dei nostri 35 milioni di clienti”. E gli esami per Poste continuano.

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